ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE – V° CONGRESSO NAZIONALE- NAPOLI 19-22 MARZO 2009


congr-1V ° congresso dell’A N F a Napoli, nei giorni 19-21 marzo, dal titolo “superare la crisi, guardare al futuro” concluso con un lungo applauso agli organizzatori e la nomina del collegio dei probiviri, e dei nuovi consiglieri nazionali, tra i quali ultimi la sottoscritta.
Valutare la bontà di un congresso non è cosa facile se facciamo i pignoli, assumendo che non ci siano state delle vere proposte o soluzioni ai problemi, o che le relazioni dei relatori fossero già viste e sentite e che quello che ha detto l’avv. Rossi, l’aveva già detto l’avv. Esposito.
Per vincere il pregiudizio che le parole siano solo urla alla luna, deve essere superata l’idea che l’incontro, la riunione e la discussione non siano il terreno per poter progredire nelle idee e quindi metterle in pratica, ma l’esatto contrario.
Riportando i passaggi più significativi di questo congresso osservo quindi la presa di coscienza comune della crisi mondiale-nazionale, della quale si è ritenuto di volere ragionare prima di aprire i lavori congressuali.

congr-2Il dibattito sulla crisi si è infatti tenuto in apertura il giovedì 19 pomeriggio, moderato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco, ascoltandosi e vedendosi sociologi (Luigi Caramello), economisti (Mariano D’Antonio), politici (on. Enrico Morando e on. Alfredo Mantovano) e membri dell’avvocatura (Francesco Caia, presidente dell’Ordine di Napoli, Avv. Vincenzo Improta, segretario del Sindacato Forense e Avv. Antonio Leonardi, presidente dell’Associazione Nazionale Forense).
In estrema sintesi tutti sono d’accordo nel constatare come la crisi mondiale abbia toccato anche l’avvocatura e che, sul piano sociale, la stessa è evidentemente maggiormente grave al Sud, considerando l’avvenuta uccisione, a Napoli, di un avvocato che difendeva una causa di sfratto.

congr-3Per vincere questa crisi i sociologi invitano ad un riscatto sociale, gli avvocati chiedono l’intervento dello stato, i politici rivendicano vittorie sul piano della lotta alla criminalità e sottolineano come uno stesso tessuto legislativo sortisca effetti diversi sul piano della efficienza in un Tribunale del Nord, rispetto ad un Tribunale del Sud, invitando la platea a una giusta riflessione sul punto.
Il congresso prosegue nei giorni 20 e 21 con i contributi dei delegati nazionali di ANF, compresi il presidente Antonio Leonardi, il Presidente della Cassa Paolo Rosa e il presidente dell’OUA Maurizio De Tilla.
Si parte dal dato oggettivo che l’accesso alla professioni sia stato reso più difficile e che ci sia un notevole numero di avvocati non iscritto alla Cassa e dunque incapace di sorreggere le pensioni di quel grande numero di avvocati che dati demografici hanno ascritto ai baby boomers del dopoguerra.
Paghiamo dunque le pensioni -o gli stipendi della terza età se li vogliamo definire così- a un gran numero di avvocati, e lo facciamo tassando anche i giovani che si affacciano alla professione e non riescono a intravedere forme di guadagno o se le hanno, le vedono decurtate da questo sistema pensionistico, sia esso retributivo o sia esso contributivo, poco importa, che pure, fanno osservare dalla Cassa, ha aliquote più basse di quelle del pensionato INPS.
Si prende atto del fatto che le Regioni hanno maggiori competenze e denaro da investire e che devono essere coordinate con le strutture sia associative come ANF, sia con quelle ordinistiche, oggi incapaci, per numero di iscritti, e numero di compiti da dover assolvere, a porre rimedi ai grandi disagi dell’avvocatura.
Segnalano questo dato sia i presidenti degli ordini sia i presidenti delle associazioni.
Soprattutto si apprende che la crisi, intaccando la produzione di prodotto interno lordo, ritenuto per anni misuratore del benessere e che oggi stenta ad aumentare, vada risolta con metodi alternativi.
Si ripete da più relatori che vadano rinnovati i servizi a favore dei cittadini, quelli a favore delle professioni e quelli a favore della collettività in genere.
Segnalano questa idea di rinnovamento sia economisti come Mariano D’Antonio, sia presidenti degli Ordini come quello di Bari che per i suoi 6.000 iscritti offre, del tutto gratuitamente, corsi per aggiornamento con crediti formativi, sia anche il Presidente della Cassa Forense Paolo Rosa che dà il suo contributo di esplicatore di una imminente riforma della Cassa in giro per l’Italia e con il giornaletto (spesso ostico n.d.r.) che viene recapitato “gratuitamente” agli avvocati.
In conclusione molti dei relatori richiamano l’idea di riorganizzare il territorio offrendo nuovi servizi ed immaginando nuove forme di mutualità e nascita di relativi consorzi, per combattere la criminalità riformando e snellendo le troppo variegate, ed indipendenti tra loro, forze dell’ordine.
Si rievocano a gran voce i principi etici che, in tempi di scarsa produttività, dove non sono tanto gli scandali a fare notizia quanto i terremoti economici, possono aiutare a superare crisi e criminalità.
Una comune eco riaffiora dalle relazioni che ho ascoltato: il ribadirsi come l’esempio del ripristino della legalità, dell’osservanza delle regole e dell’impegno dei cittadini deve essere il primo pilastro sul quale ricostruire l’avvocatura.
Se costruire ricchezza, infatti, è oggi difficile, si rivalutino i servizi, le regole, la collaborazione e l’associazionismo, per la rinascita dell’avvocatura e della nostra società.

di Maria Giovanna Villari  

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