Furti in appartamento per la presenza di ponteggi:responsabili il condominio e l’imprenditore


Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 6435 del 17 marzo 2009, ha affrontato la questione della ripartizione di responsabilità nel caso di furti in appartamento, commessi sfruttando la presenza di ponteggi per lavori di manutenzione.

I giudici di Piazza Cavour hanno affermato che “una corresponsabilità del committente (condominio) può configurarsi sia in ipotesi di violazione di regole di custodia, ex art. 2051 c.c., che in caso di riferibilità dell’evento al committente stesso per culpa in eligendo per essere stata affidata l’opera ad un’impresa assolutamente inidonea ovvero quando l’appaltatore – in base ai patti contrattuali – sia stato un semplice esecutore degli ordini del committente ed abbia agito quale nudus minister attuandone specifiche direttive”.

Nel caso de quo la Suprema Corte ha ravvisato la responsabilità dello stesso condominio, in quanto lo stesso “aveva omesso di vigilare sull’osservanza, da parte dell’impresa appaltatrice, di tutte la precauzioni del caso (essendo stata l’impalcatura montata senza luci esterne e senza alcuna struttura di sicurezza per l’inviolabilità degli appartamenti) e che il condominio aveva, tra l’altro, omesso di fornire l’indicazione della ditta appaltatrice, così impedendone di fatto la chiamata in causa da parte degli attori ”.

I giudici di legittimità, con questa recente pronuncia, hanno quindi accolto il ricorso di due comproprietari che lamentavano un furto perpetrato nell’appartamento di loro proprietà. Tale furto era stato, secondo quanto asserito dagli istanti, agevolato dai ponteggi esterni all’edificio realizzati dall’imprenditore, al quale il condominio aveva affidato l’incarico di eseguire lavori di rifacimento della facciata.

La domanda di risarcimento dei danni proposta nei confronti del condominio per l’accaduto era stata però rigettata in secondo grado dalla Corte di Appello di Napoli poiché i giudici di secondo grado non avevano rinvenuto alcuna colposa ammissione da parte del condominio, nonché l’assenza di un potere di sorveglianza del cantiere.              Gli stessi giudici di merito avevano quindi escluso a carico del convenuto condominio l’imputabilità dell’evento sia ai sensi dell’art. 2043 c.c. che dell’art. 2051 c.c..

Secondo i giudici della Corte napoletana il potere di sorveglianza del cantiere spetterebbe esclusivamente all’impresa che lo aveva costruito e gestito in regime di appalto.

Avverso tale decisione i due comproprietari avevano quindi proposto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità, accogliendo il ricorso, hanno riformato la sentenza di merito. Le conclusioni a cui sono giunti i giudici della Corte napoletana per la Cassazione sono infatti “in contrasto con l’indirizzo giurisprudenziale” espresso da tempo dalla Suprema Corte.

L’eventualità che i ponteggi posti a ridosso dello stabile possano agevolare l’accesso ai ladri, e conseguentemente arrecare un danno per il proprietario, era stata già affrontata dalla Corte di Cassazione. Il caso di specie vantava infatti diversi precedenti specifici (Cass. n. 913 del 9.2.1980; Cass. n. 5840 del 23.5.1991; Cass. n. 9707 del 6.10.1997; Cass. n. 5775 del 10.6.1998; Cass. n. 2844 del 11.2.2005; Cass. n. 8630 del 12.4.2006).

Il comportamento negligente tenuto dall’imprenditore è pertanto contrario al principio del neminem laedere. L’imprenditore, che esegue lavori di manutenzione dello stabile avvalendosi dell’apporto dei ponteggi, deve adottare ogni cautela idonea ad impedire l’uso anomalo delle impalcature.

Alla responsabilità aquiliana dell’appaltatore, la Cassazione, nella pronuncia che qui si commenta, affianca quella più rigorosa prevista per i danni cagionati da cose in custodia (art. 2051 c.c.) per il condominio. La decisione tocca tre fondamentali questioni giuridiche: la prima è quella dell’esistenza di un nesso causale tra il cantiere e la produzione dell’evento dannoso, ovvero il furto perpetrato nell’appartamento.   La seconda è quella della responsabilità del condominio in base all’art. 2051 c.c..  La terza, infine, è quella dell’illecito perpetrato dal terzo quale elemento idoneo per escludere la responsabilità del custode.

Rispetto alla prima questione i giudici di legittimità hanno constatato che “nel caso di specie era stato accertato in fatto dal giudice di merito: l’esistenza alla data del furto del ponteggio metallico a ridosso della facciata dell’edificio condominiale, su cui si aprono le finestre dell’appartamento dei due attori che avevano subito il furto”.

Orbene, in ordine al nesso eziologico, si rende necessario appurare l’esistenza di un legame fra l’esistenza dei ponteggi e l’accesso dei ladri nell’appartamento.

Attraverso l’indagine ricostruttiva dell’iter che ha portato al verificarsi dell’evento dannoso, i ponteggi esterni all’edificio devono qualificarsi come antecedenti necessari.

Infatti le impalcature erette dall’imprenditore si rivelano nella fattispecie in esame quale elemento necessario, all’interno della catena causale, nella produzione dell’eventus danni.

Quanto alla seconda questione bisogna spostare l’attenzione sulla responsabilità concorrente del condominio in quanto non si può sottovalutare la differenza che intercorre tra l’art. 2043 c.c. e il più gravoso criterio di imputazione previsto dall’art. 2051 c.c..

Di fronte al generale obbligo del neminem laedere, viceversa l’art. 2051 c.c. prevede un dovere costante di vigilanza per il custode sul bene con la presunzione di colpa che può essere superata solo facendo ricorso alla prova del caso fortuito. Per questa ragione la dottrina maggioritaria colloca la norma citata tra le ipotesi di responsabilità oggettiva.

Per il verificarsi della responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c. è necessaria e sufficiente una relazione tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, nonché l’esistenza dell’effettivo potere fisico su di essa da parte del custode, sul quale incombe l’obbligo di vigilarla e di mantenerne il controllo onde evitare che produca danni a terzi.

Pertanto va evidenziato che il rapporto tra il condominio e i ponteggi realizzati dall’appaltatore si inserisce perfettamente nell’ambito della custodia in quanto sussiste un potere diretto sulla cosa che permette di controllare e prevedere i rischi ad essa insiti.

Resta da affrontare, infine, la terza questione, ovvero l’analisi del fatto illecito compiuto dal terzo, quale circostanza di per sé sufficiente o meno ad escludere la responsabilità del custode. Si è affermato in giurisprudenza che il fatto illecito del terzo può essere equiparato al caso fortuito finendo così con l’interrompere il nesso causale con il danno.

In ogni caso la stessa giurisprudenza precisa che il fatto del terzo esclude la responsabilità del custode in quanto intervenga, nella determinazione dell’evento dannoso, con un impulso autonomo e con i caratteri dell’imprevedibilità e della inevitabilità.

L’imprevedibilità e l’eccezionalità dovranno confrontarsi quindi col comportamento assunto dal custode facendo riferimento al grado della sua diligenza.

Pertanto, nel caso di specie, l’azione dei ladri non può ritenersi causa di esclusione della responsabilità del condominio custode dei ponteggi, in quanto l’evento era ampiamente prevedibile adottando le precauzioni necessarie a tutela dei singoli condomini.

In ultimo, essendo giunti alla conclusione della sussistenza della responsabilità concorrente del condominio e dell’appaltatore, nell’ipotesi di furto subito dal condomino per la presenza di ponteggi posti a ridosso dell’edificio, vi è solo un’ultima riflessione da fare. Paradossalmente, al di là della naturale e scontata responsabilità penale degli autori del furto, resta complesso provare il danno subito nel proprio appartamento ad opera di ignoti. Infatti, tolte le incontestabili evidenze, come ad esempio le porte e le finestre forzate o danneggiate, sarà molto difficile dimostrare che dalla propria abitazione sono stati asportati determinati beni e di conseguenza non sarà facile ottenere il risarcimento del danno subito.

a cura dell’ Avv. Renato Vitelli

settembre 2009

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