Procedura esecutiva contro singolo condomino: condominio in “frantumi” e notifica del titolo esecutivo


In un precedente articolo apparso sulla rivista Juris News (ndr numero 4 del 2008) avevo commentato la sentenza n. 9148 dell’8 aprile 2008 della Cassazione a Sezioni Unite, che ha statuito che la responsabilità dei singoli condomini nei confronti delle obbligazioni assunte dal condominio verso terzi non ha natura solidale.

La sentenza del Supremo Collegio metteva fine ad un contrasto giurisprudenziale che aveva visto adottare dalle varie corti soluzioni contrapposte. In verità la dottrina prevalente era orientata nel senso del riconoscimento del vincolo di solidarietà per il quale il singolo condomino poteva essere chiamato all’adempimento totale delle pretese del creditore che vantava diritti avverso il condominio stesso.

Dopo tale sentenza delle Sezioni Unite, viceversa, ogni condomino poteva essere chiamato a rispondere solo nei limiti della quota millesimale di partecipazione.

Tale sentenza faceva quindi cadere un baluardo che salvaguardava i creditori del condominio per le obbligazioni assunte dall’amministratore ed innovava profondamente e radicalmente la materia condominiale, aprendo vari interrogativi.

Una delle questioni che veniva posta sul piano processuale dalla pronuncia della Suprema Corte riguardava la notifica del titolo esecutivo e si restava in attesa di pronunciamenti in merito da parte della giurisprudenza; una delle prime pronunce è stata la sentenza n. 6693 dell’11 marzo 2009 emessa dal Tribunale di Napoli.

Il caso posto all’attenzione del Giudice di merito era quello di un soggetto che aveva ottenuto un decreto ingiuntivo contro un condominio e, non avendo ricevuto il pagamento, aveva notificato l’atto di precetto ad uno dei condomini. Costui, deducendo la nullità del precetto notificatogli in quanto non preceduto dalla notifica del titolo esecutivo, aveva proposto opposizione agli atti esecutivi con atto di citazione, affermando che il decreto monitorio era stato notificato solo al condominio, ma mai al diretto interessato.

Il Giudice dell’esecuzione di Napoli, ai sensi dell’art. 654, II comma, c.p.c., ha ritenuto sufficiente la notifica effettuata all’amministratore pro tempore del condominio, notifica effettuata dal creditore ai sensi dell’art. 643, II comma, c.p.c., con menzione nel precetto del provvedimento che aveva disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula, al fine di poter poi validamente intraprendere una azione esecutiva nei confronti del singolo condomino basata su un decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condominio senza la necessità di una nuova notifica del titolo esecutivo e del precetto al condomino interessato, il tutto in deroga all’art. 479 c.p.c.-.

In primo luogo occorre osservare che, anche se i singoli condomini rispondono pro quota delle obbligazioni solidali come di debiti propri, tale considerazione non supera il problema, prima di diritto e poi procedurale, rappresentato dall’obbiettiva circostanza che condominio e condomino sono entità giuridiche diverse, sicché le notificazioni effettuate all’uno non possono ritenersi automaticamente estese all’altro.

Secondo il Giudice partenopeo l’azione posta in essere dal creditore è resa possibile in quanto l’art. 654 c.p.c., che esclude la rinotifica del titolo ai fini dell’esecuzione, è norma speciale e pertanto prevale sulla norma generale di cui all’art. 479 c.p.c.-.

Parte della dottrina ha opinato che la norma di cui all’art. 654 c.p.c. si riferisce al caso in cui il debitore sia sempre lo stesso mentre, nel caso di specie, il titolo è stato notificato prima ad un soggetto, ovvero il condominio nella persona dell’amministratore pro tempore, e poi ad un altro soggetto distinto dal primo, ovvero il condomino.

Dal punto di vista teorico, per quanto possa valere l’opinione personale di chi scrive, l’obiezione appare fondata. Infatti, se si ritiene che l’obbligazione del condomino sia parziaria, come stabilito dalla nota sentenza dei Giudici di Piazza Cavour 9148/2008, e che condomino e condominio siano soggetti non confondibili, si potrebbe anche sostenere che, per poter agire nei confronti del singolo condomino, sia necessario notificargli un titolo esecutivo parziario specificamente a lui diretto per la quota che lo riguarda.  Viceversa, se si ragionasse diversamente, così come si è espresso il Tribunale di Napoli, si perverrebbe ad una specie di notifica collettiva ed impersonale al di fuori dei casi di successione iure hereditario. Tale procedura non può, sempre a parere dello scrivente, essere applicata in via estensiva al di fuori delle successioni mortis causa.

Al di là delle riflessioni teoriche, si può affermare che la ragione che ha spinto il Giudice di merito a tale pronuncia è quella di dare una maggiore speditezza al processo esecutivo e di tale esigenza se ne dovrà certamente tenere giusta considerazione.  Sarà interessante, al riguardo, verificare in un prossimo futuro se e quali Tribunali aderiranno all’orientamento di quello proposto dal Tribunale di Napoli e quale altro indirizzo perverrà eventualmente dalle Corti Superiori, che potrebbero anche suggerire una rimeditazione della sentenza 9148/2008.

Avv. Renato Vitelli

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