A Napoli, nel mese di giugno dell’anno corrente, si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo la prima parte del progetto “DiverGente”, ammesso al finanziamento del bando in
riferimento al PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore, ideato e animato dalla rete associativa coordinata da “Me.Ti. cooperativa sociale” e composta dalle organizzazioni del Terzo Settore “Sab Kuch Milega”, “Psicologi in Contatto Onlus”, “Muezzin”, rivolto ai minori di 10 anni, nato con l’intento di far emergere e valorizzare, attualmente, i giovani talenti dei quartieri piazza Mercato e rione Sanità, territori simbolo di storia, umanità e cultura popolare partenopea.
Il progetto ha visto il coinvolgimento diretto di decine di bambini che, attraverso il linguaggio del teatro e delle arti performative, hanno avuto modo di esprimere la propria identità, la propria visione del mondo e il proprio talento creativo, spesso ancora inespresso o sottovalutato.

Come ricorda uno degli operatori del progetto: “Se c’è una cosa che ho sempre notato, barcamenandomi tra due quartieri, piazza Mercato e rione Sanità, è che le situazioni e i contesti che
li attraversano esprimono una verità tangibile, una consapevolezza eterea, dove il teatro è la forma
di vita per eccellenza che appartiene al vissuto e al quotidiano delle persone.

Ed è proprio in questi quartieri, ricchi di arte, storia, poesia e relazioni umane, che si realizza in pieno ciò che Erving Goffman definiva come “la metafora del teatro”, ossia “il vivere quotidiano come rappresentazione”. Luoghi intrisi di proverbi, saggezza popolare e speranza, dove i bambini respirano ancora l’identità napoletana più autentica, fatta di ingegno, dolce malizia, creatività, capacità di adattamento e una sorprendente attitudine all’improvvisazione.

Attraverso laboratori, giochi di ruolo, attività teatrali e narrazioni condivise, i piccoli protagonisti hanno mostrato un mondo visto con occhi vivaci e originali, restituendo al pubblico adulti una visione dell’immaginario collettivo che spesso sfugge agli sguardi distratti della quotidianità. Come raccontato durante uno degli incontri: “Maddalena del rione Mercato, 9 anni, incontra per la prima volta una ragazza del centro storico, Francesca, coetanea. Francesca dice a Maddalena: Sai, vivere al centro storico è una figata, c’è sempre tanta gente e succedono cose che non puoi immaginare… Maddalena, che recepisce il messaggio come una forma di alterità, le risponde: Non capisco come fai a vivere in questi vicoli stretti dove non si vede mai il sole, a piazza Mercato ci sono strade ampie e c’è un sole enorme che entra nelle case, ci riscalda e ci fa stare bene…” Sipario.
Questa prima fase ha rappresentato un atto di ascolto profondo e di cura, utilizzando il teatro come strumento educativo e terapeutico, capace di promuovere autoconsapevolezza, valorizzazione del sé e costruzione di un’identità collettiva positiva. L’obiettivo è quello di combattere gli stereotipi, attribuendo il giusto valore a competenze relazionali e sociali che troppo spesso vengono banalizzate o misconosciute.
Con questo spirito, il progetto proseguirà nei prossimi mesi, coinvolgendo sempre più bambini e famiglie in un percorso condiviso, in cui l’arte non è solo espressione, ma anche possibilità concreta di crescita, emancipazione e futuro.

redazione

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