Ci sono parole che nascono nel dolore ma riescono a trasformarlo in memoria viva, in riconoscenza, in testimonianza civile.

La lettera che pubblichiamo oggi nella rubrica Farfalle* è stata scritta dalle figlie di un uomo,Giosuè Chindamo, detenuto presso il carcere di Secondigliano, in occasione della sua scomparsa.

È un testo che attraversa le mura dell’istituto penitenziario e arriva dritto al cuore, raccontando la solidarietà tra detenuti, la cura reciproca, l’umanità che resiste anche nei luoghi di massima privazione della libertà. I compagni di sezione diventano famiglia, sostegno quotidiano, presenza nei momenti più bui della malattia e della sofferenza.

Ma tra le righe emerge anche una ferita giuridica profonda: il diritto alla salute non adeguatamente garantito, le richieste di aiuto rimaste inascoltate, il peso di una perdita che interroga le responsabilità delle istituzioni.

La detenzione, infatti, non può mai tradursi in abbandono terapeutico né in compressione dei diritti fondamentali della persona, primo fra tutti quello alla cura.

Questa lettera non è solo un commiato affettuoso.

È una denuncia silenziosa e composta, una lezione di dignità, un promemoria potente di come il diritto penitenziario debba sempre muoversi lungo il confine della tutela della persona, anche – e soprattutto – quando questa si trova privata della libertà.

“Farfalle” nasce per custodire queste storie: fragili come ali ma forti come la verità che portano.

Oscar

*Perchè Farfalle?
Tutto ha inizio da una poesia declamata da un detenuto durante un laboratorio coordinato dall’Associazione Nessuno Tocchi Caino all’interno della Casa Circondariale di Secondigliano, Napoli (NA). Questo episodio denso di emozioni, ci ha fatto pensare che sarebbe stato bello pubblicare la voce di chi non può ancora volare.
Riteniamo sia una bella opportunità per chi legge.
Perche la Luce e l’Ombra ci abitano in egual misura. Convivono in tutti noi, non combattendo ma danzando in una tensione possibilistica perenne. Ed è in ciò che respira la nostra unicità, specialità ed irripetibilità. 

Argia di Donato
(13 ottobre 2022)

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