Dopo l’articolo che abbiamo pubblicato in data 11 aprile 2026, che ha dato voce alla denuncia del Coordinamento della Magistratura di Pace e alla dichiarazione della Dott.ssa Rossella Barone sulla crisi degli uffici del Giudice di Pace, giunge in redazione una nuova segnalazione che arricchisce — e al tempo stesso complica — il quadro già emerso.
Si tratta della presa di posizione di una delegazione di idonei del bando GOP-VPO 2023, che interviene direttamente sul tema delle scoperture di organico, introducendo un elemento finora rimasto ai margini del dibattito.
Carenze strutturali e sistema sotto pressione
La nota si inserisce in un contesto già delineato: una grave carenza di organico nella magistratura onoraria, con ripercussioni sempre più evidenti sul funzionamento della giustizia di prossimità.
Secondo quanto rappresentato, si registrano rinvii dei procedimenti fino al 2032, con effetti diretti sul diritto dei cittadini a una tutela giurisdizionale effettiva e con conseguenti pronunce di condanna nei confronti dello Stato ai sensi della legge Pinto.
Il nodo irrisolto: graduatorie ferme e risorse inutilizzate
Il punto centrale della segnalazione riguarda la mancata valorizzazione di risorse già disponibili.
La delegazione evidenzia come il sistema disponga attualmente di circa 328 idonei GOP non nominati e circa 190 idonei VPO in analoga posizione: tutti già formati e dichiarati idonei all’esercizio delle funzioni.
Tuttavia, come emerge dal contributo tecnico trasmesso alla redazione, le graduatorie risultano utilizzabili esclusivamente in caso di rinuncia o revoca dei candidati nominati, determinando un blocco di fatto dell’immissione in servizio di tali unità.
Una situazione che viene definita dagli stessi segnalanti come un vero e proprio “paradosso organizzativo”.
La proposta: scorrimento immediato delle graduatorie
La soluzione prospettata è chiara: lo scorrimento integrale delle graduatorie degli idonei. Secondo le stime fornite, tale misura consentirebbe l’ingresso in servizio di circa 300 nuovi magistrati in circa 40 giorni, il rafforzamento immediato degli uffici giudiziari e una risposta concreta alle criticità già segnalate nel precedente intervento.
In alternativa, l’indizione di un nuovo concorso comporterebbe tempi stimati in almeno tre-quattro anni.
Un tema già all’attenzione del Parlamento
La questione ha già trovato spazio in sede istituzionale.
Con interrogazione parlamentare n. 4/07153, è stato chiesto al Ministro della Giustizia se non ritenga urgente adottare iniziative per consentire l’utilizzo degli idonei e lo scorrimento delle graduatorie, anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi organizzativi del sistema giustizia.
Il rischio di dispersione del capitale umano
Ulteriore elemento evidenziato riguarda il possibile spreco di risorse pubbliche.
Gli idonei, infatti, hanno già completato il percorso formativo previsto e sono immediatamente impiegabili. La loro mancata immissione in servizio comporta non solo una perdita di efficienza, ma anche una dispersione di capitale umano già formato.
Come sottolineato nella lettera aperta allegata, la valorizzazione di tali risorse rappresenterebbe una risposta immediata — seppur non risolutiva — alla crisi degli organici.
Conclusioni: un dibattito che si amplia
L’intervento della delegazione degli idonei amplia il dibattito aperto con la precedente segnalazione, introducendo un elemento ulteriore: la possibilità di intervenire nell’immediato attraverso strumenti già disponibili.
Resta ora da verificare se tale proposta troverà un seguito concreto sul piano istituzionale o se continuerà a rimanere, come denunciato, ai margini delle politiche per la giustizia.
La redazione continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, dando spazio alle diverse posizioni istituzionali e professionali coinvolte. Eventuali ulteriori contributi, segnalazioni o prese di posizione potranno essere inviati alla redazione per alimentare un confronto pubblico su una questione che investe direttamente l’efficienza del sistema giustizia e la tutela dei diritti dei cittadini.
A cura di Oscar






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