L’asticella degli intenti


leader-01-2017_269821Si avvicinano le elezioni e il nuovo sistema elettorale sprona tutti i leader politici a realizzare coalizioni di voto che nei numeri, più che nei programmi garantiscano la possibilità di vittoria. Destra e sinistra si affannano a trovare intese, a siglare alleanze, a proporre e sottoscrivere compromessi.

E’ il lavoro fluido della politica che apre ogni campagna elettorale, il dire e non dire, il celare e lo svelare. Fa parte del gioco e rende sempre un po’ opaca e vaga la competizione. Si finisce col promettere e come ad un’asta, vince sempre chi offre di più e meglio! E’ vero che tener testa agli auditel, ai social e alla stampa straniera non è impresa facile. Sono infatti necessarie spiccate doti comunicative, come l’empatia, l’intelligenza, l’ironia. E’ necessario “bucare” lo schermo, entrare nelle case e convincere persone. Ci vuole carisma per essere un leader.

Ma un vero leader sa che nella vittoria si cela sempre una sconfitta, così come nella perdita s’intravede sempre la possibile rivincita. Le competizioni umane sono liquide, tracciano méte e traguardi spostando sempre l’asticella più in alto o più in basso. Ciò che conta davvero è il percorso intrapreso, lo scopo da raggiungere.

E se è indubitabile che siano gli uomini e le donne insieme a stabilire le regole delle competizioni, a tracciare i limiti del lecito, a dare fiato al senso di appartenenza, non è da sottovalutare l’importanza delle comunità, del sentire comune che rende grande e forte un partito, un’associazione, un gruppo sia esso reale o virtuale, perché comunicare è fondamentalmente interagire. Non importa, se col corpo o con la tastiera.

Le competizioni umane sono dunque il giusto equilibrio tra il talento individuale e lo spirito di gruppo. Un vero leader infatti coltiva idee, umanità, rispetto reciproco. Fa crescere le individualità ed il suo gruppo se è capace di dare dignità e responsabilità all’intento comune: nelle parole, nei gesti e nei fatti. Se nei legami umani è diffusa la fiducia, quella che cancella diffidenze, sotterfugi ed inganni. Se sa affidarsi, senza perdere lo spirito critico.

Senza dubbio, si tratta di un “salto quantico” che alza l’asticella degli intenti un po’ più in alto! Quel tanto che basta per farsi gara, agonismo senza odio, quello che riconosce il merito proprio e degli altri, quello che sa rispettare anche gli sconfitti. Quello per cui vale la pena impegnarsi. Se non ora, quando?

a cura di Elena Varriale 

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