a cura di Oscar

Con la proiezione del film yemenita “La sposa bambina” (mercoledì 21 ottobre u.s.) è partita la nona edizione della Rassegna “Cinema e Diritto”, promossa dall’associazione Mutua Consumatori e patrocinata dalla Fondazione Banco di Napoli, con la direzione dell’Avvocato Agostino La Rana.

Il film è stato proiettato in un’aula del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Parthenope” di Napoli, nell’ambito del corso del Professor Salvatore Aceto di Capriglia, ordinario di Sistemi giuridici comparati e referente della Rassegna.
Hanno assistito alla proiezione ben 130 studenti, tra presenti in aula e collegati da remoto. Il tema del film è la separazione personale dei coniugi, con diverse particolarità, a cominciare dal fatto che la moglie (che intraprende la causa) ha solo 12 anni e il contesto sociale è quello delle tribù nello Yemen, terra oggi nota soprattutto per la guerra civile tra sciiti e sunniti.

A titolo di curiosità, mi riferiscono che gli studenti, che hanno molto apprezzato il film, hanno applaudito la scena nella quale il marito e il padre della bambina vengono arrestati dalla polizia. Aggiungo, infine, che nelle precedenti edizioni questo film venne proiettato solo una volta, in un laboratorio multimediale del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Salerno, per iniziativa del Professor Gaspare Dalia. Il rapporto con il Dipartimento di Giurisprudenza della Parthenope è oramai consolidato, in quanto ha aderito alla Rassegna fin dalla sua prima edizione.
Come tutti gli anni, rivolgiamo qualche domanda all’ideatore di questa interessante rassegna, l’Avv. Agostino La Rana.

La novità di questa nona edizione è la sottoscrizione di un’apposita convenzione con l’associazione organizzatrice, rappresentata nella prima proiezione dall’amico Benedetto Di Meglio, presidente regionale. Il rapporto viene così formalizzato, anche al fine della presentazione del progetto agli enti patrocinatori.

Conversando con gli studenti, ho capito anche il motivo che li ha indotti a iscriversi a quella Università, preferendola ad altre: l’offerta formativa è più ampia (lo testimonia anche l’adesione alla Rassegna) e la calendarizzazione dei corsi e delle sedute d’esame è più aderente alle esigenze della platea studentesca.

Il format della Rassegna è rimasto sostanzialmente inalterato nel corso degli anni, però in ogni edizione è stata introdotta qualche novità, per esempio le proiezioni in lingua originale. Quest’edizione presenta qualche novità?

Sì, una. Stiamo ragionando su un diverso uso dei sottotitoli. Di solito vengono utilizzati per i sordi oppure per la traduzione in italiano di film proiettati nella lingua originale. Noi pensiamo che ci sia una terza modalità d’uso. In pratica, nelle scene in cui manca il dialogo (per esempio l’attore cammina o c’è un paesaggio), per evitare che l’attenzione dello spettatore cada si possono inserire sottotitoli didascalici, per spiegare le questioni giuridiche sottese. Per esempio, nel film yemenita la bambina che ha promosso la causa viene definita “querelante”, errore di traduzione molto comune, bisognerebbe tradurre con “istante”.

Prossimo film da proiettare?

Il 4 novembre p.v., sempre alle ore 11.30, proietteremo “Under Suspicion”, probabilmente in film che ha riscosso il maggior interesse tra quelli che abbiamo proiettato. Il tema di riflessione che sottoponiamo agli studenti, prendendo spunto da questo film, è l’interpretazione dei fatti. Un laureato in Giurisprudenza, quando entrerà nel mondo del lavoro e qualunque sarà la sua professione (avvocato, magistrato, notaio, diplomatico, poliziotto, ecc.), sarà chiamato a interpretare fatti, atti e volontà delle parti (nel caso di un notaio). L’interpretazione è oggettiva e soggettiva; se fosse solo oggettiva, l’intelligenza artificiale potrebbe soppiantare le professioni giuridiche. Fortunatamente e giustamente esiste anche l’intelligenza soggettiva, frutto delle nostre esperienze, dei nostri valori, della nostra sensibilità, ecc. Tuttavia, l’interpretazione soggettiva incontra un limite ineliminabile: può condurre a decisioni sbagliate, causate da pregiudizi, preconcetti, ecc. “Under suspicion” è la storia di un’indagine per un duplice omicidio, le vittime sono due minorenni. Lo spettatore, seguendo la trama, maturerà una determinata convinzione sul colpevole. Poi nel finale, che è uno dei più belli nella storia del cinema (paragonabile a “Marcellino pane e vino” e “Schindler’s List”), gli spettatori (studenti, in questo caso) scopriranno che l’interpretazione soggettiva dei fatti li aveva condotti a conclusioni sbagliate (avrebbero condannato un innocente). Questa è una grande lezione, che servirà loro non solo nel lavoro ma anche nella vita in generale.

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