UNICO 2015 x l’anno d’imposta 2014 – Modifiche apportate dalla legge di stabilità 2015 ( 23 dicembre 2014, n.190 )


Con provvedimento Agenzia delle Entrate 30 gennaio 2015 è stato approvato il Modello “UNICO 2015 PF” con le relative istruzioni ai fini IRPEF e IVA. Le principali NOVITA’ del Mod. UNICO 2015 apportate dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, si possono suddividere in “eliminazioni” e “inserimenti”:

ELIMINAZIONE:

– del Modello “unico mini”;

– della possibilità di presentazione in via telematica del Mod. UNICO 2015 x il 2014 a cura di un Ufficio dell’Ag. Delle Entrate;

– dell’indicazione del domicilio al 31 dicembre 2014;

– dell’indicazione dell’ IMU pagata per ciascun fabbricato;

– dell’indicazione dello “stato civile” del contribuente;

– dell’indicazione del numero dei figli all’estero, se non hanno il codice fiscale italiano;

– dell’indicazione della data del domicilio fiscale al 31 dicembre nella Regione alla quale versare l’addizionale regionale e comunale IRPEF;

– delle deduzioni dei contributi sanitari obbligatori versati con il premio dell’assicurazione R.C. auto;

– dell’obbligo, per i titolari di partita IVA, di presentare la “dichiarazione unificata”; la dichiarazione annuale dell’IVA dovrà essere presentata entro il mese di febbraio;

– di poter azzerare il reddito domicale e il reddito agrario dei terreni in caso di perdita di almeno il 30% del raccolto a causa di eventi naturali disastrosi;

INSERIMENTO:

– della destinazione del 2 per mille dell’IRPEF a favore di un partito politico iscritto nella seconda sezione del Registro partiti politici (D.L. 3 ottobre 2014, n. 149) – le erogazioni sono detraibili fino a euro 30.000,00. Naturalmente anche in questo caso si nota la diversità di trattamento tra le cose che interessano e fanno comodo ai nostri politicanti e le cose che interessano i cittadini della Repubblica: l’erogazione a favore dei partiti sono detraibili fino a euro 30mila, mentre quelle per assicurazioni morte e invalidità permanente di un comune cittadino sono detraibili fino ad euro 530,00. E’ un’altra delle cose vergognose della nostra c.d. “democrazia” che sta diventando sempre più come l’ho definita io molti anni fa, un “totalitarismo partitocratico”;

– delle detrazioni per i “non residenti in Italia”, residenti nella Unione Europea e definiti dalla Corte UE “non residenti Schumacker”, a condizioni che: producano in Italia almeno il 75% del loro reddito complessivo e non godano di analoghe agevolazioni fiscali nello Stato in cui risiedono

– dei nuovi termini per il “ravvedimento operoso” (legge di stabilità 2015 (23/12/2014, n.190), art. 1, commi 634-641 ): i termini decadenziali per la notifica degli avvisi di accertamento avverso le dichiarazioni integrative di cui all’art. 57, D.P.R. n. 633 del 1972 e art. 43, D.P.R. n. 600 del 1973, decorrono dalla data di presentazione delle stesse, mentre quelli relativi agli atti di liquidazione decorrono dall’anno successivo a quello della loro presentazione ed entrambe soltanto per gli elementi oggetto dell’integrazione. Per impedire l’accesso all’istituto del ravvedimento non basta più che siano già iniziati accertamenti , ispezioni o verifiche venute a conoscenza dei contribuenti interessati, ma occorre una formale notifica di un avviso di accertamento o di liquidazione in materia di irpef o iva;

– dei nuovi termini per la conservazione di documenti informatici e per la loro riproduzione; i documenti che riguardano i redditi, le spese, gli oneri e le ritenute inserite nella dichiarazione dei redditi 2015 per l’anno d’imposta 2014, vanno conservati fino al 31 dicembre 2019; per la conservazione dei documenti informatici con rilevanza tributaria rilevano le norme di cui al Decreto del Ministero della Economia e delle Finanze 17 giugno 2014 che, in attuazione dell’art. 21, comma 5, del D. Lgs. n. 82 del 2005, ha abrogato il Decreto 23 gennaio 2004; è stato eliminato l’invio alla Agenzia delle Entrate della c.d. “comunicazione dell’impronta dell’archivio dei documenti con rilevanza tributaria” ma, in caso di richiesta dell’Agenzia delle Entrate il contribuente che effettua la conservazione con modalità elettronica dovrà riprodurre la dichiarazione su modello cartaceo;

– di una nuova sezione per l’erogazione del “bonus irpef” (rigo RC. 14);

– dell’indicazione del reddito al netto del “contributo pensioni”( RC.15 )

– dell’aumento dei compensi erogati per “l’incremento della produttività” fino a euro 3.000,00 (rigo RC.4) – l’agevolazione è ammessa soltanto per i dipendenti del settore privato;

– della “nuova certificazione unica INPS” per le pensioni, che sostituisce il CUD, (art. 4 , commi 6-ter e 6-quater D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, relativa all’anno 2014);

– delle modifiche al Quadro RP, oneri e spese: i premi assicurativi c/ morte o invalidità permanente non inferiore al 5% sono detraibili per importi non superiori ad euro 530,00; i premi assicurativi c/. invalidità minori che privano dell’autosufficienza sono detraibili per importi non superiori ad euro 1.291,14;

– dell’aumento dal 24% al 26% delle detrazioni relative a erogazioni liberali alle ONLUS;

– della nuova deduzione del 20% per chi acquista una abitazione per poi darla in locazione: limite euro 300.000,00 e la deduzione si può frazionare in 8 rate annuali;

– del riconoscimento agli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale di una detrazione la cui entità varia a seconda del reddito;

– del riconoscimento ai giovani coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale under 35 anni di una detrazione del 19% sulle spese sostenute per i canoni di affitto di terreni agricoli entro il limite di euro 80,00 per ettaro e fino a un massimo di euro 1.200,00 per ogni anno di affitto;

– del cambio di data per il versamento dell’ Addizionale regionale irpef alla Regione dove il contribuente ha il “domicilio fiscale” non più al 31 dicembre dell’anno al quale si riferisce il versamento, bensì al 1 gennaio (D. Lgs. n. 175 – 21 novembre 2014 – semplificazioni fiscali)

– del cambio di aliquota dell’acconto dell’addizionale comunale che sarà versato in base all’aliquota dell’anno precedente, cioè dell’UNICO 2014 x il 2013; ogni cambio di aliquota effettuata dai Comuni sarà valido solo per il calcolo del saldo finale;

– dell’obbligo per i titolari di partita IVA di effettuare la presentazione ed i versamenti F.24 ESCLUSIVAMENTE per via telematica;

– di una imposta sostitutiva del 10% invece del 15% per gli anni dal 2014 al 2017 per la locazione di immobili affittati a canone concordato;

– della cedolare secca anche per locazioni di abitazioni a Cooperative edilizie, purché siano sub-locate a studenti con la rinunzia agli aggiornamenti istat del canone;

V A R I E:

I titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo per i quali sono applicabili gli studi di settore devono utilizzare Modelli approvati separatamente;

I titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo per i quali non sono applicabili gli studi di settore hanno l’obbligo di indicare specifici indicatori di “normalità economica”dai quali si possano rilevare la presenza di ricavi o compensi NON DICHIARATI per rapporti di lavoro irregolari;

Confermate le detrazioni per spese relative agli interventi di recupero edilizio (50%) e di risparmio energetico ( 65% )

PRESENTAZIONE DEL Mod. UNICO 2015 x l’anno d’imposta 2014:

1) I contribuenti NON obbligati alla presentazionne telematica possono presentare il Modello cartaceo agli Uffici Postali entro il 30 giugno 2015;

2) I contribuenti obbligati alla presentazione telematica possono farlo direttamente tramite il servizio Entratel o Fisconline, oppure tramite intermediari autorizzati, entro il 30 settembre 2015;

E’ stata approvata la scheda utilizzabile da coloro che non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi per la scelta dell’8, del 5 e del 2 x 1000 dell’IRPEF; deve essere presentata in busta chiusa e sempre integrale, anche se la scelta è limitata ad una o a due delle tre possibilità; la busta utilizzata deve recare come intestazione: “ SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’ OTTO, DEL CINQUE e DEL DUE PER MILLE IRPEF – ANNO 2014 “e poi le indicazioni del cognome e nome del contribuente e del suo codice fiscale; la presentazione deve essere fatta entro il termine previsto per la dichiarazione dei redditi telematica, cioè entro il 30 settembre 2015 e può essere fatta gratuitamente presso un ufficio postale o a pagamento presso un intermediario abilitato alla trasmissione telematica; chi la riceve è obbligato a rilasciare una apposita ricevuta;

VERSAMENTI:

– I versamenti vanno eseguiti tramite il Modello F 24; i versamenti delle imposte a saldo dell’anno 2014 e il primo acconto per l’anno 2015 vanno eseguiti entro il 16 giugno 2015 oppure entro il 16 luglio con una maggiorazione dello 0,40%; il secondo acconto per l’anno 2015 va versato entro il 30 novembre 2015;

– I soggetti titolari di partita IVA, anche se non residenti in Italia, devono effettuare i versamenti esclusivamente per via telematica;

– I soggetti NON titolari di partita IVA possono effettuare i versamenti con modello F.24 cartaceo soltanto per versamenti inferiori ad euro 1.000,00 e senza poter effettuare compensazione; effettuare il versamento telematico è cosa molto complicata e metterà in serie difficoltà i contribuenti ed io penso che questa sciocca modifica durerà poco; nel frattempo, se si tratta di imposte IMU e TASI, posso consigliare un “escamotage” per aggirare la modifica, a meno che non si tratti di un immobile che, da solo, superi l’imposta di mille euro, perché in tal caso non si può fare niente per evitare il versamento telematico. Se, invece si hanno due o più immobili con cifre inferiori a mille euro, siccome il nostro legislatore non ha pensato che per perfezionare la modifica della norma sui versamenti telematici doveva bloccare anche il numero dei versamenti con il mod. F.24, si può trovare la scappatoia effettuando due o più versamenti separati, purchè ciascuno sia di un totale inferiore a mille euro. Esempio: se un cittadino contribuente possiede tre immobili uno con l’imposta IMU di euro 700,00, uno con l’imposta IMU di euro 400,00 ed uno con l’imposta TASI di euro 250,00, per un totale complessivo di euro 1.350,00, può aggirare l’ostacolo facendo un versamento F.24 di IMU e TASI di euro 950,00 e un secondo versamento di IMU di euro 400,00. E così per qualsiasi numero di immobili e per qualsiasi cifra di imposta al di sotto di mille euro, perché il numero dei versamenti che si possono fare con il Mod. F.24 ancora non ha limiti.                         

     Mi scuso con i lettori perché questo articolo arriva un po’ in ritardo, ma purtroppo ho avuto problemi sanitari, buon lavoro e auguri a tutti.

a cura di Massimo Santamaria                                                                                                                                                                          – opinionista   tributario – 

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