L’Antitrust apre istruttoria sul datagate di Facebook: “Informazioni ingannevoli su raccolta e uso dei dati”


30515778_2073559839594403_8628036612682416128_n.pngSecondo il presidente dell’Autorità Antitrust, “quando ci iscriviamo al social media un messaggio ci dice che il servizio è gratuito, ma il consumatore non sa che cede dei dati ad uso commerciale”.
L’Autorità Antitrust ha annunciato l’apertura di un’istruttoria su Facebook “per informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati”. E’ quanto si legge in un tweet dell’Autorità che cita un’intervista del presidente Giovanni Pitruzzella.
Nei confronti di Facebook“, ha spiegato Pitruzzella, “l’Antitrust ha aperto un procedimento per pratiche commerciali scorrette, che riguarda il messaggio ingannevole che viene dato al consumatore. Quando ci iscriviamo a Facebook sulla homepage troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre. Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende”.

L’istruttoria è stata aperta su segnalazione dell’Unione dei Consumatori e dovrebbe chiudersi in meno di 2 mesi.
Si tratta – ha proseguito il presidente dell’Antitrust – di problematiche nuove che involgono vari profili: c’è un profilo di tutela della privacy, per cui il regolatore di settore, l’Autorità per la privacy, nazionale e europea, sta intervenendo; c’è poi un profilo di tutela del consumatore, noi siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore, e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, precisi, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale”.

Facebook ha annunciato una serie di misure che prevedono ulteriori verifiche su chi intende pubblicare inserzioni di natura politica sul social network. Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg in un post ha annunciato che la società ha cominciato a chiedere di verificare l’identità di inserzionisti e dove sono localizzati prima di autorizzare la pubblicazione di annunci su Facebook. Le misure sono volte a prevenire interferenze straniere nelle elezioni, come nel caso dei post pagati di cosiddetti troll prima delle elezioni del 2016 di cui sono emersi legami con la Russia.
Pochi giorni fa Facebook ha ammesso che sono 214mila gli utenti italianile cui informazioni possono essere state condivise in mdo improprio con Cambridge Analytica.

 a cura di Professionisti&Creativi

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