Coronavirus dilagante: dalla fuga dalle aree rosse del nord alla rivolta nelle carceri


In aumento i morti da nuovo Coronavirus, Covid 19. In Lombardia, attualmente zona rossa, sono aumentate a 267 le persone decedute. E intanto le anticipazioni filtrate ieri dal Consiglio dei Ministri sul nuovo Decreto contenente le misure di prevenzione dal contagio del Coronavirus e sulla chiusura della Lombardia, hanno generato panico e confusione, causando l’esodo – fuga da Milano da parte di chi – in tantissimi – ha temuto di restare bloccato lontano da casa e dalla propria famiglia.

Trasporti ferroviari ed arei continuano, con qualche limitazione. Da domani, 9 marzo, Alitalia sospende l’attività su Milano sui voli internazionali, verranno operati solo collegamenti nazionali, con una riduzione di frequenze sulle rotte servite, mentre le destinazioni internazionali saranno raggiungibili con i voli via Roma. Da Venezia la compagnia continuerà ad operare con un numero minore di frequenze i collegamenti da/per Roma. Attivi anche i trasporti locali pubblici come autobus e metropolitane. Il consiglio resta sempre lo stesso, evitare assembramenti per limitare la possibilità del contagio.

Il panico da contagio non risparmia il carcere. Una rivolta, definita “molto violenta”, è scoppiata nel primo pomeriggio in carcere a Modena, con conseguenti danni alla struttura. Alla base della rivolta la protesta dei detenuti per questioni relative alla protezione per il Coronavirus. Tensioni si sono registrate anche nel carcere di Frosinone. Un centinaio di detenuti, impauriti dal rischio di contagi ha scavalcato alcuni muri interni della prigione (senza quindi evadere). La protesta è scoppiata dopo il divieto di colloqui con i familiari in seguito all’emergenza. Tensioni e rivolte anche nel Carcere di Salerno e nel Carcere di Poggioreale: trenta detenuti sono saliti sul tetto manifestando e protestando per la sospensione dei colloqui con i familiari, spalleggiati da alcuni parenti che, in strada, hanno bloccato il traffico per propagandare all’esterno la protesta. Si rinnova la richiesta di provvedimenti di amnistia e indulto di cui già da qualche giorno s’è ricominciato a parlare.

Di qualche ora, il comunicato stampa del Ministero di Giustizia con il quale si offre una rapida anticipazione dei contenuti del D.L. firmato in data 7 marzo e recante “misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da covid-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria”, per consentire agli operatori e agli utenti del servizio giustizia di procedere immediatamente ad ogni opportuna variazione delle attività programmate. Il Decreto legge risponde alla straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria e dell’attività connessa. Viene introdotto, con efficacia immediata, un «periodo cuscinetto», che va da lunedì 9 marzo a domenica 22 marzo 2020. In questo periodo – salve le eccezioni previste dal decreto – le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari d’Italia sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020 e dunque non saranno tenute. Durante il medesimo periodo sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti rinviati, ferme le eccezioni di seguito richiamate. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo.

Se le regioni del Sud chiedono l’isolamento domiciliare per chi viene dalle zone rosse del Nord, dalla Organizzazione Mondiale della Sanità sembra arrivare il plauso alle decisioni del governo nostrano esprimendo apprezzamenti per le misure adottate, manifestando massima solidarietà alla nazione. Intanto pare che al Cotugno – Pascale di Napoli da alcune ore si stanno trattando i pazienti in terapia intensiva con un nuovo farmaco, il Tocilizumab, un farmaco off label anti interluchina 6 che viene solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide.

Occorre seguire delle semplici regole per limitare i contagi come di seguito illustrate. La prevenzione è molto importante per limitare il numero dei contagiati.

Redazione

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