Gli Avvocati per le Libertà denunciano l’illegittimità del super green pass sul lavoro


Rete di solidarietà professionale per la sostituzione processuale

Gli Avvocati per le Libertà (APL) – in coerenza con la linea da tempo adottata in merito all’introduzione del cd. green pass – si oppongono caldamente, chiedendone l’immediata revoca, all’obbligo vaccinale a carico dei cittadini italiani ultracinquantenni che entrerà in vigore oggi.
Ed invero, da oggi martedì 15 febbraio 2022, con l’entrata in vigore della norma prevista dal DL 1/2022, per accedere al luogo di lavoro, per chi ha compiuto i 50 anni sarà necessario il green pass rafforzato (ossia quello ottenuto a seguito di vaccinazione e di guarigione da covid), pena la sospensione dal lavoro e della relativa retribuzione.
Il diritto al lavoro è un diritto fondamentale, che non può essere condizionato, compresso o attenuato per altre finalità. Subordinare tale diritto al possesso di una certificazione costituisce fatto gravissimo che viola il tessuto normativo costituzionale, in quanto impedisce al lavoratore di vivere una vita libera e dignitosa, privandolo dell’unico strumento che può fornirgli sostentamento. Tale diritto costituisce la struttura portante della natura democratica della nostra repubblica (art 1 Cost.) e per ciò stesso posto dai padri costituenti al di sopra di ogni diritto, quali, per quel che qui ci interessa, quello della salute e delle libertà.
Gli Avvocati per le Libertà (APL), inoltre, stigmatizzano che la compressione dei diritti inviolabili previsti dalla Costituzione italiana viene, con questo ulteriore provvedimento governativo, ancora più resa palese dal disposto dell’art. 3 del DL 1/22 allorquando al comma 8 bis si legge, in tema di difesa processuale, “l’assenza del difensore conseguente al mancato possesso o alla mancata esibizione della certificazione verde Covid -19 di cui al comma 1 non costituisce impossibilità per legittimo impedimento”.
In tal guisa viene di fatto soffocato in maniera indefettibile il diritto di difesa per tutti quei cittadini che si vedranno privati dei loro legali di fiducia che non hanno aderito alla campagna vaccinale, limitando così il loro sacrosanto diritto di scelta fiduciaria esclusivamente in ragione di una scelta sanitaria e non certo in ragione di comprovate capacità professionali!
La previsione normativa è molto grave: in un colpo solo si violano più articoli della nostra Costituzione, e si limitano pesantemente le libertà fondamentali dell’individuo. Ciascuno, ha, infatti il diritto di scegliere il proprio difensore, con il quale instaura un rapporto fiduciario.
APL spera che i cittadini e i colleghi prendano finalmente coscienza del fatto che, sulla base di un regime di emergenza, del quale non esistono più i presupposti, sono inferte costantemente picconate alla Carta dei Diritti, e a tutte le convenzioni internazionali in difesa dei diritti umani fondamentali, come il diritto di difesa e il diritto a non essere discriminati, ratificate anche dal nostro Paese. APL si augura che questa ennesima dimostrazione di totalitarismo che si spinge a negare persino un rinvio per legittimo impedimento pur di convincere i più renitenti ad aderire alla campagna vaccinale, sensibilizzi l’opinione pubblica, già provata dalle difficoltà in cui è costretta a vivere da due anni.
A tale scopo gli Avvocati per le Libertà (APL) – nonostante il silenzio assordante dei vertici associazionisti della categoria e la “connivenza” dell’Unione delle Camere Penali Italiane, senza che ciò vorrà significare, in alcuna forma e misura, accettazione e/o avallo dell’attuale illegittimo stato normativo, – si impegnano sin da subito a creare una rete di solidarietà professionale, assolutamente gratuita, in favore di tutti i colleghi ultracinquantenni raggiunti dal provvedimento de quo, al fine di proporsi per la sostituzione processuale ed endoprocedimentale in tutte le controversie civili e penali, e dare la possibilità concreta ai colleghi discriminati di poter continuare ad espletare il loro mandato fiduciario nei confronti dei loro assistiti.


Sei un avvocato? Vuoi dare la tua disponibilità per la rete di solidarietà professionale APL?
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Redazione

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