Napoli, Teatro Bolivar – 9 e 10 maggio 2026. Quando il diritto incontra il teatro, il risultato non è solo spettacolo: è cultura civile. Con la commedia brillante in tre atti “Se ci sei mandaci un segnale”, scritta e diretta da Umberto Truglio, la compagnia Avvocattori porta in scena una rappresentazione che unisce ironia, tradizione napoletana e impegno sociale.

Avvocati in scena: tra toga e palcoscenico

Non è un semplice gruppo teatrale. Gli Avvocattori sono professionisti del foro che, da oltre quindici anni, trasformano la passione artistica in un’esperienza collettiva capace di generare valore sociale.

Un esempio concreto di come la funzione dell’avvocato possa uscire dalle aule giudiziarie per assumere una dimensione culturale più ampia, contribuendo alla diffusione di linguaggi accessibili e condivisi.

In questo senso, il teatro diventa strumento di responsabilità sociale della professione forense, in linea con i principi costituzionali di solidarietà (art. 2 Cost.) e promozione della cultura (art. 9 Cost.).

La trama: tra ragione, follia e fiducia

Ambientata negli anni ’80, la commedia ruota attorno allo studio del dottor Enrico Cardellino, medico di famiglia razionale e metodico, la cui quotidianità viene travolta da pazienti eccentrici e situazioni al limite del surreale. Il fulcro narrativo è il rapporto fiduciario medico-paziente, che si trasforma in terreno fertile per confessioni improbabili e richieste paradossali. Un tema tutt’altro che banale, se letto in chiave giuridica: la fiducia è infatti elemento cardine non solo della relazione sanitaria, ma anche del rapporto tra cittadino e professionista. La destabilizzazione del protagonista, acuita dalla presenza della moglie, conduce a una riflessione sottile e attualissima:

Si rischia tanto a credere troppo, quanto a credere troppo poco.”

Un equilibrio delicato che richiama il concetto di ragionevolezza, principio trasversale nell’ordinamento giuridico italiano ed europeo.

Profili giuridici: fiducia, responsabilità e limite della razionalità

La commedia, pur nel registro brillante, offre spunti rilevanti:

Affidamento e responsabilità professionale: il medico, come l’avvocato, opera in un contesto fiduciario che può essere messo in crisi da aspettative irrazionali o da comunicazioni ambigue; Confine tra razionalità e suggestione: tema che richiama le dinamiche della prova e della credibilità nei procedimenti giudiziari; Dimensione umana della professione: il professionista non è immune da pressioni emotive, familiari e sociali, con riflessi sulla sua capacità decisionale.

Si tratta di elementi che trovano eco nella giurisprudenza in materia di responsabilità sanitaria e nella più ampia elaborazione sul principio di diligenza qualificata ex art. 1176, comma 2, c.c.

Teatro e beneficenza: la funzione sociale dell’arte

Elemento centrale dell’iniziativa è la finalità benefica:

l’incasso, al netto dei costi, sarà devoluto alla onlus “Un raggio di sole nel solco di Lory”.

Un dato che rafforza la lettura dell’evento come espressione di sussidiarietà orizzontale (art. 118, comma 4, Cost.), in cui cittadini e professionisti contribuiscono attivamente al perseguimento dell’interesse generale.

La dichiarazione dell’autore

Umberto Truglio definisce gli Avvocattori come un gruppo di amici che condividono, oltre alla professione forense, una passione autentica per il teatro.

Le loro rappresentazioni, tra opere inedite e rivisitazioni della tradizione napoletana, dimostrano come la cultura possa essere veicolo di solidarietà concreta.

“Se ci sei mandaci un segnale” non è solo una commedia brillante: è un esempio virtuoso di contaminazione tra diritto, arte e impegno sociale.

In un’epoca in cui le professioni giuridiche sono chiamate a ridefinire il proprio ruolo nella società, iniziative come questa mostrano una possibile direzione: umanizzare il diritto, renderlo vicino, comprensibile e – perché no – anche capace di far sorridere.

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