Riforma del Processo Civile – Processi più rapidi ma con rito sommario


  Processi più rapidi con il nuovo procedimento sommario di cognizione. Le parti, a scelta, potranno infatti avvalersi del nuovo rito in alternativa al procedimento ordinario per tutte le cause di competenza del tribunale in composizione monocratica. Tuttavia, qualora il giudice ritenga che le difese svolte dalle parti richiedano un’istruzione piena, con ordinanza non impugnabile fisserà l’udienza di cui all’articolo 183 c.p.c.. In tal caso si dovranno applicare le disposizioni del libro II del codice di procedura civile. Se, invece, sarà la domanda riconvenzionale proposta dal convenuto a richiedere un’istruzione non sommaria, il giudice disporrà la separazione delle cause.
Il nuovo procedimento sommario, che si caratterizza dunque per la celerità e la flessibilità, si instaura con un ricorso al tribunale e non con atto di citazione, poiché trattasi appunto di procedimento sommario. Il ricorso deve comunque contenere l’avviso al resistente delle decadenze e delle preclusioni di legge, oltre ovviamente all’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali lo stesso si fonda. Infatti, designato il giudice, quest’ultimo fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti, assegnando al convenuto il termine per la costituzione, che deve avvenire con deposito della comparsa di risposta in cancelleria, non oltre dieci giorni prima dell’udienza. Il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza devono pertanto essere notificati al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione.
Ma la sommarietà del rito in esame si coglie soprattutto nella fase istruttoria ove, infatti, all’art. 702-ter c.p.c., relativo al procedimento, è previsto che alla prima udienza il Tribunale, sentite le parti, senza formalità che non siano essenziali al contraddittorio, possa procedere nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione giudicati rilevanti. Ampia libertà del Giudice, dunque, a differenza della più rigorosa istruzione probatoria del giudizio ordinario. L’organo giudicante dovrà infine provvedere, con ordinanza, all’accoglimento o al rigetto delle domande avanzate dalle parti. Tale ordinanza avrà, al pari della sentenza, efficacia esecutiva e costituirà titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale. E’ utile evidenziare come l’ordinanza, a differenze della sentenza, potrà riportare una motivazione più stringata. L’art. 702-quater c.p.c. prevede poi l’attribuzione dell’efficacia di giudicato ex art. 2909 c.c. all’ordinanza che non venga impugnata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. La nuova disposizione prevede che l’ordinanza sia impugnabile dinanzi al collegio, che ammetterà nuovi mezzi di prova e nuovi documenti nel caso in cui la parte provi di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario, oppure nel caso in cui vengano comunque ritenuti rilevanti. E’ dubbio se il legislatore, rubricando l’art. 702-quater c.p.c. come “Appello”, abbia inteso demandare il giudizio d’impugnazione al collegio del medesimo Tribunale, come avviene per i procedimenti cautelari, piuttosto che alla Corte di Appello.

a cura dell’Avv. Giuseppe Potenza

settembre 2009

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