PRESUNTO COLPEVOLE


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Attimi, ancora attimi, seguiti da attimi. Li sento fluire, uno dietro l’altro, senza pausa e senza rumore. Si nascondono dovunque…in fondo, mi fanno compagnia da quando ieri sera sono stato arrestato e rinchiuso in questa minuscola cella. E gli attimi sono potenziali complici di una trama, biforcazione improvvisa del destino. Raccoglierli e spiegarli potrebbe essere pericoloso, oltre che inutile. Se provassi a fermarne uno, ne sopraggiungerebbe subito un altro e poi un altro ancora, in una corsa infinita dentro il mistero della vita. E la vita non puoi trattenerla, né fermarla. Lei scorre come un fiume, impetuosa nelle vene.  Sono innocente ho pensato mentre mi chiudevano le manette ai polsi, sono innocente, se ne accorgeranno mi sono detto mentre mi  sfilavano la cinta dei pantaloni ed i lacci delle scarpe. Sono innocente mi ripeto da ore in questo silenzio surreale contornato di attimi che brillano nel buio.

Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Non so chi abbia detto questa frase, ma mi rimbomba nella testa. Parole pesanti come macigni che schiacciano la mia dignità ed opprimono la verità dei fatti. Mi fanno sentire ancora più solo ed inutile. Ed invece avrei bisogno di sentirmi importante: un volto tra la folla, un uomo dentro un nome.

Ci sono stati giorni in cui ho desiderato ed ho voluto confondermi tra gli altri, ci sono stati giorni della mia vita in cui non ho saputo riconoscere il respiro di un’altra vita ed ho sbadigliato annoiato dinnanzi al dolore e all’ingiustizia altrui.  Poi è sopraggiunto il mio assurdo arresto che mi ha lasciato senza fiato ed ha messo a nudo tutta la mia inutilità. Non servo a niente e a nessuno. Qui dentro sono solo un volto tra i volti, il perfetto capro espiatorio di un reato che non conosco. In fondo, sono la verità che nessuno può dimostrare, l’impazienza di chi rincorre un traguardo sconosciuto, la rabbia di chi è prigioniero dell’impotenza. Chiuso dietro le sbarre e travolto dagli attimi. Rock ‘n roll melanconico dei miei pensieri e dei miei gesti.  Guardo in alto dove le cancellate lasciano passare esili fili argentati di luce. C’è un pulviscolo magico che attraversa la mia piccola cella. Sono gli attimi che danzano e mi fanno compagnia. La mia ancora di salvezza da quando il magistrato mi ha rinchiuso qui, in isolamento, in attesa di un interrogatorio che non arriva mai.

– Forse, domani.- mi ripeto per convincermi che non si tratta di un brutto sogno o di un incubo. Sì, domani le chiavi gireranno nella toppa ed apriranno la porta. Il magistrato mi farà le sue domande e dalle mie risposte capirà che si è trattato di un errore. Sarò subito rilasciato e ritornerò a casa dai miei figli e da mia moglie. Chissà quante bugie avrà dovuto raccontare Angela per convincerli che non sono un delinquente.

Appena uscirò da questo inferno, voglio andare con la mia famiglia in montagna e correre, fino a non avere più fiato, su per i sentieri del bosco. Voglio riempirmi i polmoni d’aria, gonfiarmi d’aria, scoppiare d’aria. E di luce. La luce mi manca. Posso fare a meno di tutto, ma non dell’aria e della luce.  Di fronte a me, c’è un brulicante attimo di presente che mi guarda sornione prima di parlarmi: – Se sei qui, qualcosa avrai fatto. E se hai commesso un reato è giusto che ti faccia un pò di carcere preventivo! Potresti inquinare le prove o, peggio ancora, fuggire all’estero. Ma non preoccuparti ci sarò io a farti compagnia, vedrai che con me le ore passeranno veloci, ti sentirai meno solo e forse, alla fine, capirai che è meglio confessare e liberarsi dal peso dei rimorsi, piuttosto che starsene seduti in silenzio ad aspettare che venga fatta giustizia. – Non ho risposto subito, mi sembrava tutto così assurdo ed impossibile, poi mi sono fatto coraggio e gli ho detto tutto d’un fiato: – Ma cosa dovrei confessare, io sono innocente, non ho commesso nessun reato…Io…C’è stato un errore, si accorgeranno di aver sbagliato, mi chiederanno scusa…mi lasceranno andare! –

Lui ha cominciato a ridere, a ridere di gusto:- Sei proprio un ingenuo, ma ancora non hai capito che della tua innocenza non gliene frega niente a nessuno? Amico mio, l’errore non fa audience. Tutti cercano il mostro da sbattere in prima pagina! Quindi, fatti coraggio e sappi che qui dentro l’unica cosa che conta è che tu confessi….Ora dimmi, cos’hai fatto?-  L’ho guardato senza rispondere. Io sono un politico, mica un delinquente. Io sono un Onorevole e non ho commesso nessun reato. Sono solo caduto nel vortice di una follia giustizialista che i media ed alcune Procure hanno ribattezzato “Operazione pulizia totale”.  – Devi fare solo dei nomi, più sono importanti e prima uscirai! – mi ha sussurrato stanotte l’avvocato, prima che mi rinchiudessero in questa gabbia. Ma io non so nulla, neanche i capi d’accusa per cui sono stato arrestato. Che nomi posso fare? E perché?

Il mio amico attimo brilla più che mai nel buio ed è lui a  ripetermi: -Non ti preoccupare, vedrai che il magistrato ti aiuterà a ricordare, farà dei nomi, ti citerà fatti e situazioni particolari. Piano, piano ricorderai volti, date, circostanze. Tutto combacerà, sarà la verità, ne parleranno i quotidiani, la televisione. Qualche politico commenterà le tue dichiarazioni. Qualcun altro ti citerà per diffamazione o per calunnia. Si dirà tutto ed il contrario di tutto, ma l’importante è che se ne parli! –

– La verità? – ho protestato indignato.

– Sì, la verità!- mi ha ripetuto sornione  il mio brulicante attimo presente, prima di rotolare nel pulviscolo magico e sparire.

Elena Varriale

scrittrice – giornalista

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