Pacchetto Cancellieri per la riforma del processo civile. Sintesi delle novità che verranno introdotte. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri 17 dicembre il ddl delega (collegato alla legge di stabilità 2014) per ridurre i tempi lumaca del processo civile.


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Se il c.d. “pacchetto” per la riforma del processo civile non è farina del sacco della signora Ministra Cancellieri – che beneficia almeno dell’attenuante di non aver più idea del diritto processuale civile – c’è da rabbrividire pensando al tasso di competenza dei “giuristi” a cui s’è affidata. E veniamo, dunque, alle principali misure di tale “pacchetto”.

Rito snello. Al giudice sarebbe attribuito il potere di disporre, in ipotesi di “causa semplice” (?!), il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario (art. 702 bis cpc): prima “misura”, prima mistificazione, non potendo sfuggire – perfino a chi mastica appena la professione forense – il disposto dell’art. 187 cpc I comma, il quale prevede esplicitamente che il giudice “…se ritiene che la causa sia matura per la decisione di merito, senza bisogno di assunzione dmezzi di prova”, può senza indugio disporre di trattenerla a sentenza, invitando le parti a precisare le conclusioni. Ciò detto, viene piuttosto da chiedersi – e parliamo di un fenomeno “storicamente” acquisito – quanti avvocati ricordano l’applicazione di tale norma, sebbene spessissimo invocata? O forse, per “velocizzare” il processo, si vuol elevare a massima ulpianea quella tutta partenopea d’a gatta che pe’ gghji’ ‘e pressa, facette ‘e figlie cecate?

Sentenze semplificate. Secondo tale gius-illuminazione, in primo grado il giudicante potrà definire la causa mediante la lettura del solo dispositivo; indicando i fatti e le norme su cui ha basato la decisione, sempreché le parti non scelgano, piuttosto, di richiedere la motivazione estesa ai fini di un’eventuale impugnazione della sentenza… previo l’anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo (cioè, il doppio di quello del precedente!). In sintesi, se il cittadino “avesse l’ardire di pretendere” un decisione “ragionata”, per non piegarsi alla logica del bussolotto, dovrà pagare in anticipo qualcosa che somiglia molto ad una gabella punitiva. Alla faccia dello Stato di Diritto!

Appello più veloce. Il giudice di appello, che conferma la sentenza di primo grado, potrà limitarsi a confermare la motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato. Insomma, basterà che il secondo giudice scriva: “condivido il ragionamento fatto dal collega del grado precedente… mentre per i motivi dedotti dall’appellante non sono tenuto a dirvi le ragioni per cui non li condivido…”.

In appello giudice unico. Dopo aver abolito quasi del tutto il giudice collegiale in Tribunale (e con quali conseguenze è sotto gli occhi di tutti), adesso si inventano il Giudice Unico anche in Corte di Appello; con ciò facendo venir meno proprio la logica della garanzia, cui sottende il Giudice Collegiale. Insomma, se due occhi possono aver preso un abbaglio, buonsenso vorrebbe che sei occhi abbiano maggiori probabilità di accorgersene… E invece, anche in tal caso, il cittadino dovrà sperare che i dadi del giudice dell’appello siano più “propizi” di quelli del primo!

Consulenza tecnica di Ufficio. Ecco un’altra chicca dei gius-illuminati della Cancellieri, che hanno concepita l’idea che, “in particolari materie ad elevato tasso tecnico”, il processo può essere preceduto dall’espletamento di una perizia volta principalmente alla quantificazione del danno lamentato: gran bella “folgorazione” sarebbe… se nel nostro codice processuale civile non esistessero già gli artt. 696 cpc e 696 bis cpc, che dicono esattamente la stessa cosa!

Avvocati “responsabilizzati”. Secondo i prefati scienziati chiamati al capezzale del processo civile, gli avvocati che dovessero sostenere una tesi difensiva “eccessivamente temeraria” potranno essere condannati in solido col cliente! Ebbene, in quest’ultima misura del pacchetto Cancellieri (che, per assonanza e associazione di idee, ricorda il Pacco, doppio pacco e contropaccotto di Nanny Loi…), è concentrato tutto il livore della Ministra nei confronti della Classe Forense… e allora non vado oltre, no comment: potrei essere arrestato per vilipendio.

Avv. Bruno Pezone

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