VIII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura – “Giustizia Umiliata: quale democrazia senza diritti?”


Avv. Francesco Caia Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di napoli
Avv. Francesco Caia Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

Ieri sono terminati i lavori della Conferenza Nazionale dell’Avvocatura tenutasi dal 16 al 18 gennaio presso lo storico Salone dei Busti di Castel Capuano, sede del vecchio Tribunale di Napoli.

Lo svolgimento dei lavori è stato animato dalla presenza di numerosi Avvocati testimoni, ed al contempo vittime, della profonda umiliazione che attanaglia la Classe Forense in questi tempi di difficile transizione.

Gli Avvocati presenti hanno protestato contro i reiterati attacchi alla giustizia posti in essere con lo strumento antidemocratico del decreto legge (c.d. destinazione Italia) che ha inciso, senza alcun preventivo confronto con chi le norme deve invocarle ogni giorno nei processi a tutela dei diritti dei cittadini.

Tra le disposizioni maggiormente contestate meritano di essere ricordate la ulteriore e significativa riduzione dei compensi di quei nobili Colleghi che assistono e difendono i non abbienti, attraverso l’istituto fondamentale del gratuito patrocinio; il che conduce ad una intollerabile disparità di trattamento dei cittadini che, se privi di adeguati redditi, saranno privati del diritto alla Giustizia.

Sempre nel segno di una limitazione inaccettabile ed illiberale, oltre che incostituzionale, del diritto di accedere alla Giustizia, si inseriscono quei provvedimenti di aumento dei costi per i cittadini che partecipano ad un processo, con l’impressionante aumento dei diritti e con la previsione della corresponsione di un ulteriore contributo per conoscere le motivazioni della sentenza nel giudizio che li vede coinvolti.

La partecipazione attiva degli Avvocati, che hanno fatto sentire la loro voce indignata, ha costretto le rappresentanze politiche e territoriali dell’Avvocatura a misurarsi con le effettive problematiche della Giustizia e con il malessere profondo della Classe Forense, impedendo che la Conferenza si limitasse ad una sterile e autoreferenziale vetrina.

L’Avvocatura, nel rispetto dell’altissimo ruolo sociale di tutela dei diritti e di assistenza dei cittadini, ha inteso dimostrare il proprio sdegno per tutte le misure governative che mal nascondono l’obiettivo di riduzione del contenzioso e dei costi che esso comporterebbe, attraverso l’incostituzionale moltiplicazione delle barriere all’accesso alla Giustizia, discriminando i cittadini per ragioni unicamente economiche.

L’Avvocatura unita in questi giorni ha ottenuto dei primi risultati, costringendo il Presidente del Consiglio dell’Ordine di Napoli Caia ed il Presidente dell’O.U.A. Marino a richiedere le dimissioni del Ministro Cancellieri, ritenuta inadeguata al ruolo, e parimenti ad offrire le proprie dimissioni qualora dovessero essere convertite in legge le disposizioni gravemente lesive dei cittadini e degli Avvocati chiamati ad assisterli.

E’ stata proclamata, inoltre, l’astensione dalle udienze per i giorni dal 18 al 20 febbraio come primo segnale al Governo.

In caso di mancata recezione delle proposte formulate, l’Avvocatura si è dichiarata pronta ad un astensione sine die e ad altre forme incisive di protesta, finalmente dimostrando il coraggio e  l’indipendenza che storicamente le appartengono come baluardo imprescindibile della democrazia e Giustizia.

a cura di Emanuela Monaco

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