Protesta degli Avvocati contro le ultime riforme legislative lesive dei diritti dei cittadini


Gli avvocati napoletani proseguono nella lotta contro i provvedimenti adottati dal governo Letta in materia di Giustizia e scendono in piazza con una sola Voce efficace ed azioni di protesta per manifestare il proprio sdegno e dissenso per le numerose iniziative legislative che – apparentemente a danno della categoria – vogliono essere un attacco dei poteri forti alla libera cittadinanza!.

Sette giorni dopo la clamorosa protesta contro i provvedimenti del governo Letta e del suo ministro Cancellieri, sabato 25 gennaio gli avvocati napoletani torneranno innanzi allo storico Castelcapuano, per manifestare la loro decisa opposizione alle ultime riforme, che violano i diritti di difesa dei cittadini ed ostacolano il loro accesso alla Giustizia.
L’occasione è data dalla inaugurazione dell’anno Giudiziario, un rito che si ripete ormai stancamente e durante il quale, chi opera nel campo della Giustizia (magistrati, avvocati e personale ausiliario) è costretto a commentare con sgomento il massacro del diritto che, da anni, tutti i governi stanno scientemente mettendo in atto.
Gli avvocati napoletani, provati ma per nulla rassegnati, hanno deciso di dire basta a questo modo di concepire il diritto e di gestire la Giustizia e di sfidare questa classe politica – fatta di nominati – che ha dimostrato di avere una concezione autoritaria della democrazia e ha fatto scempio di quei diritti che i nostri padri ci avevano donato e che tutti avevamo il dovere di custodire.

Gli avvocati napoletani, nel rivendicare il loro ruolo di custodi della legalità e di difensori delle libertà violate, invitano la cittadinanza a protestare con loro per riaffermare il diritto di tutti a poter difendere i propri diritti e per questo li invitano a dire no:
– alla riduzione dei compensi per il gratuito patrocinio, che di fatto nega ai più poveri il diritto di essere difesi, essendo ormai economicamente insostenibile per un avvocato assumere la loro difesa;
– all’aumento del costo delle marche da bollo;
– alla norma che impone alla parte soccombente il pagamento di un osceno balzello per vedersi riconosciuto il proprio diritto di conoscere le motivazioni della sentenza di primo grado;
– alla responsabilità in solido dell’avvocato con il cliente, per lite temeraria.

a cura della Redazione 

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