TRIBUTI LOCALI – MINI-IMU – RAVVEDIMENTO OPEROSO



Chi non ha versato il conguaglio della MINI-IMU entro il 16 gennaio o, per alcuni, il 24 gennaio, è soggetto ad una sanzione pari al 30 per cento dell’imposta omessa o tardivamente versata, secondo quanto disposto dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472,  ma può ancora sanare la situazione avvalendosi del  “ravvedimento  operoso”  di cui al D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art.13 che riduce fino a un decimo le sanzioni a seconda che il pagamento  avvenga dopo 15 giorni dalla scadenza o dopo 30 giorni o entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione IMU relativa all’anno di imposta.

Il pagamento deve essere effettuato con Mod.F24  versando sanzioni e interessi legali (oggi all’1 x cento) unitamente al tributo e con il medesimo codice tributo, barrando la casella “ravv”. I calcoli delle sanzioni e degli interessi sono molto complicati anche per molti fiscalisti e, per non sbagliare, sarebbe opportuno recarsi direttamente all’ufficio tributi del Comune.

La prima scadenza, entro la quale si può ottenere la riduzione delle sanzioni a un/decimo è proprio quella del 24 febbraio 2014 (15 giorni)

Per quanto riguarda, invece, quei contribuenti che hanno effettuato il versamento nei termini, ma hanno commesso solo errori di calcolo nel conguaglio della MINI-IMU  versata, per loro si può chiedere la non applicazione delle sanzioni perché si tratta di errori causati dai dubbi dei contribuenti sul fatto che, mentre tutti sapevano della esenzione dell’IMU sulla abitazione principale, nessuno pensava ad un residuo pagamento di una imposta abolita.

Inoltre si deve considerare la difficoltà di calcolare il conguaglio ed il fatto che, senza istruzioni tempestive e chiare da parte dello Stato e dei Comuni, i contribuenti (e anche i fiscalisti) non sapevano come fare per la compilazione dei Modelli F24.

A tal fine sono stati individuati, proprio in riferimento agli errori di calcolo e al versamento errato della MINI-IMU, i fatti indici di “incertezza normativa oggettiva,” quali la difficoltà del contribuente di capire i calcoli applicabili e la momentanea mancanza di esatte informazioni amministrative, ragion per cui l’Ufficio non deve condannare tali errori ritenendoli fatti con volontà elusiva e, di conseguenza, punibili con sanzioni (Cassaz  n. 6056 del 15 marzo 2011; n.17515 del 20 maggio 2002 e n. 25928 del 28 ottobre 2008).                              

Per aiutare i contribuenti che ancora non hanno capito perché, pur essendo stata abolita l’imposta IMU sull’abitazione principale, si debba pagare questo conguaglio, facciamo un breve e conciso chiarimento.

Il DL.30 novembre 2013, n. 133 ha stabilito che non è dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) con scadenza il 16 dicembre 2013 sull’abitazione principale e relative pertinenze con l’esclusione dei fabbricati  accatastati nelle categorie A1, A8 e A9, quelli appartenenti a cooperative edilizie a proprietà ancora indivisa, nonché la casa coniugale assegnata al coniuge. (attenzione a non confondere l’abitazione principale – come molti hanno fatto – con la “prima casa”).

Il decreto si riferiva all’aliquota base del 4 x mille stabilita dallo Stato, senza tener conto che i Comuni erano stati già autorizzati ad innalzare detta aliquota dal DL. 14 marzo 2011, n.23.  E’ così scaturita una differenza di imposta che, in effetti, non è stata abrogata e, conseguentemente, si deve pagare.

Dopo la scadenza del 16 dicembre 2013 si è scatenato il panico perché solo in pochi abbiamo capito il perché e come fare il calcolo per ottenere la cifra di questo conguaglio e, ad ogni buon fine, lo ripetiamo qui nel modo più semplice e comprensibile:

     a)- certamente ciascuno ha il reddito catastale della propria abitazione

          principale, per esempio Euro………………………..800,00  +

    b)-  va maggiorato del 5% ………………………………….   40.00

                                                                                     _________

                                                                                        840,00  x

   c)-  va moltiplicato per 160…………………………..160,00                                                                                                               _____________

   d)-  abbiamo così la rendita rivalutata………..134.400,00

   e)-  applichiamo l’aliquota IMU del Comune

           per esempio il 6 x mille………………………6,00 x mille

                                                                                  _____________

                                                                                         806,40  –

    f)-  applichiamo la detrazione fissa di euro                 200.00

                                                                                  _____________

                                                                                         606,40  –

    g)-  se vi sono figli (esempio 2) di età inferiore

          a 26 anni applicheremo una ulteriore detra-

          zione di euro 50,00 per ciascun figlio =                100,00

                                                                                  _____________

    h)-  Abbiamo così l’importo dell’IMU intera

           da versare al Comune ………………………………       506,40

 

Ripetiamo lo stesso calcolo con l’aliquota base del 4 x mille, cominciando dalla lettera d) Rendita rivalutata……………………134.400,00

    e2)-  applichiamo l’aliquota base del 4 x mille…..         4,00 x mille

                                                                                 ________________

                                                                                         537,60  –

    f2) + g2) applichiamo le detrazioni 200 + 100……      300,00

                                                                                 ________________

    h2)    abbiamo così l’importo dell’IMU intera

             che è stata abolita………………………………….        237,60

 

Operiamo la detrazione dell’imposta ricavata con l’aliquota statale di base ( che è indubbiamente più bassa ) dall’ imposta ricavata con l’aliquota del Comune ( che è indubbiamente più alta) ed abbiamo …………………….    506,40  –

                                                                                          237,60

                                                                                  _______________

                                                                                          268,80  x

Ricaviamo il 40% moltiplicando la differenza

per 0,4………………………………………………………………..        0,4

                                                                                   _______________

Finalmente abbiamo la cifra da versare

a conguaglio IMU 2013, dopo la sua abolizione

sull’abitazione principale……………………………………      107,52 

 

Ripetiamo che chi, rifacendo questi calcoli, si accorge di aver sbagliato il versamento può recarsi immediatamente all’Ufficio tributi del Comune interessato per proporre il ravvedimento operoso. Se lo fa entro 24 febbraio dell’anno in corso potrà ottenere, a parte gli interessi legali dell’uno per cento, l’annullamento o la riduzione delle sanzioni a un/decimo.

                                                                      Massimo  Santamaria

       NOTA: Questo calcolo è fatto soltanto per far capire l’iter di esso, non per  l’esattezza delle cifre che sono soltanto degli esempi e  potrebbero risultare errate per errori del computer, per cui si declina ogni responsabilità in proposito.

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