25 NOVEMBRE – GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. Riflessioni dell’Avv. Olga Izzo


CAMPAGNA " IO CONTRO LA VIOLENZA CI METTO LA FACCIA" - Avvocato Olga Izzo
CAMPAGNA ” IO CONTRO LA VIOLENZA CI METTO LA FACCIA” – Avvocato Olga Izzo

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Una data importante per il movimento internazionale delle donne, scelta in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale. Questa data simbolo serve per ricordare al mondo la radicalizzazione di un fenomeno prima di tutto culturale e retrogrado che avvizzisce l’essere umano, creando un divario basato sulla forza fisica, di soccombenza nei confronti del più debole, inabissando centinaia di anni di civilizzazione e parità tra i sessi.

VIOLENZA DONNE:LA STRAGE NEL'60 DELLE SORELLE MIRABAL
Erano tre giovani donne le sorelle Mirabal, assassinate il 25 novembre di oltre mezzo secolo fa perché si erano opposte alla tirannia di un governo brutale come quello di Rafael Leonidas Trujillo, nella Repubblica Dominicana. 

“I femminicidi sono in aumento”, in Italia si ammazzano meno donne rispetto al resto d’Europa secondo i dati ISTAT, ma resta una escalation impressionante! Impensabile calcolare i numeri a 6 cifre delle donne uccise nelle relazioni sentimentali, lunga lista compilata annualmente dalla Casa internazionale delle Donne di Bologna uno degli osservatori più attivi in Italia sul problema, ma non l’unico, sono copiose e sparse in tutta Italia sportelli di denuncia che possano venire incontro alle esigenze delle vittime, supportandole e aiutandole prima di tutto a denunciare.

Io dico sempre che il “silenzio e la vergogna” sono i peggiori nemici delle donne! A volte raccontare delle “stranezze” che si consumano nelle mura di casa fa male ancora di più, esorcizzare la dinamica, raccontandola, ti ferisce di nuovo e le donne sperano sempre che sia l’ultima volta, o un caso isolato, a volte lo è…

Ma non deve essere un’alibi! La violenza va combattuta proprio dalle vittime, è tra loro che si apprendono le cose più importanti, le avvisaglie, gli indici per comprendere  l’importanza della tragicità del fenomeno. Eppure è possibile porre un punto fermo sulla questione: “Smettiamola di contare soltanto le donne uccise perché è un esercizio limitante”, esorta Linda Laura Sabbadini, direttrice del dipartimento per le statistiche sociali e ambientali dell’Istat e membro della commissione ONU che ha definito le linee guida a livello mondiale delle indagini statistiche sulla violenza contro le donne. Nel 2006 curò la prima vera ricerca sulla violenza contro le donne in Italia, mostrando una realtà sommersa e feroce: dieci milioni di italiane confessavano di avere subito violenza fisica, sessuale o psicologica nella stragrande maggioranza dei casi per mano degli uomini di famiglia. Ebbene, il 30% di queste donne disse che non ne aveva mai parlato prima con nessuno e soltanto il 18% considerava quanto accaduto un reato e questo dato è in linea con le statistiche di altri paesi: le donne stentano a riconoscere la violenza del proprio partner.
Dobbiamo capire che non serve finire ammazzate per alimentare le statistiche, i femminicidi sono la punta dell’iceberg, è necessario stimolare una vera e propria educazione al rispetto, in generale, comprendere tutte le manifestazioni di violenza di genere, consumate in tutte le età e nei vari ambienti, scolastici, lavorativi e domestici, la VIOLENZA è un fenomeno endemico e gravissimo che accomuna l’Italia al resto del mondo, in questo caso non ci rende né secondi e mai migliori, ma uguali al resto mondo, purtroppo. L’atavico ritardo culturale della nostra nazione che si esplica in tutti gli ambiti, politi, sociali, istituzionali, tecnologici e di ricerca, in questo fenomeno non  è indietro a nessuno, anzi si guadagna un bel posto nella top ten del fenomeno rispetto al mondo.

Al vaglio una nuova ricerca condotta dall’Istat sugli abusi nei confronti delle donne, rifinanziata dal ministero per le Pari Opportunità, al fine di coordinare le banche dati istituzionali per creare finalmente un osservatorio permanente e costituire un sistema di monitoraggio serio.
Per quanto non stabile vi riferisco le statistiche ufficiali per un punto chiaro sulla questione: da gennaio 2013 a oggi secondo l’Eures sono stati compiuti 81 femminicidi e instimabili quelli non consumati. La violenza di genere non è un raptus né la manifestazione di una patologia, quando le cronache riportano un “FEMMINICIDIO“, se è ad opera di un italiano si parla di raptus o patologia, se è per mano di uno straniero lo etichettano come “barbarie culturale”; come se stessimo affrontando un fenomeno strutturale, diverso a seconda delle regioni e delle etnie. Ma  non è così ! L’istinto violento non conosce differenze e non è discriminante, tocca i Paesi avanzati e i Paesi in via di sviluppo, i ricchi e i poveri, i colti e gli analfabeti, e va intaccato con politiche di ampio respiro. Noi abbiamo un tasso di omicidi di donne simile alla Svezia e più basso della Russia e della Finlandia.
IL 3-7-2013 il sole 24h pubblica un articolo in cui riferisce gli allarmanti dati che vi riporto di seguito: In Italia si stima che 6.743.000 donne, tra i 16 e i 70 anni, siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri. Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) inoltre, il 33,9% delle donne che ha subito violenza per mano del proprio compagno e il 24% di quante l’hanno subita da un conoscente o da un estraneo, non ne parla. Il 14.3% delle donne, secondo il rapporto, è stata vittima di atti di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33.9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di coloro che l’hanno subita da parte di un conoscente o di un estraneo, non parla con nessuno dell’accaduto.
La VIOLENZA DOMESTICA è la seconda causa di morte per le donne in gravidanza!
Il Vice ministro Guerra ha riferito che la violenza sulle donne costa ogni anno al nostro Paese 2,4 miliardi di euro. Guerra ha manifestato la sua ferma intenzione di procedere con i lavori della task force interministeriale contro la violenza sulle donne avviata dal precedente ministro. “Si tratta – ha sottolineato Guerra – di un’iniziativa importantissima che deve impegnare oltre alle amministrazioni centrali per le rispettive competenze, in filiera, anche le amministrazioni territoriali e il terzo settore. I profili coinvolti nel contrasto alla violenza sulla donna non sono, infatti, soltanto quelli di aiuto nei confronti di soggetti direttamente coinvolti in uno specifico contesto di violenza, ma anche profili di contrasto e prevenzione che riguardano il modo complessivo di vedere il ruolo della donna nella società.I dati dimostrano che le donne devono essere aiutate a reagire”.

A tal proposito vi ricordo che, nell’ambito del punto relativo alla violenza domestica ed al femminicidio della campagna “Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani”, Amnesty International chiede l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), ratificata dall’Italia nel giugno 2013. Richiede inoltre l’attuazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto della Relatrice Speciale ONU sulla violenza contro le donne, fra queste, l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne. Personalmente, sposo in toto l’iniziativa e vi invito a firmare questi tre appelli che trovate sul sito ufficiale di Amnesty International:
Siria/Giordania: fermiamo la violenza sessuale nel campo di Zaatari
Nel campo di Zaatari, in Giordania, in media ogni mese, tre-cinque donne segnalano violenza sessuale o di genere.

Egitto: i leader politici devono condannare la violenza sessuale
Mentre il mondo si concentra sulla situazione politica in Egitto, un’ondata di violenza sessuale nei confronti delle donne è passata praticamente inosservata.

Messico: giustizia per Miriam Lopez!
Nel 2011 Miriam López è stata torturata e violentata da soldati messicani. Ad oggi ancora nessuno è stato condannato per questo crimine!

Leggi il documento allegato: Convenzione_Istanbul_violenza_donne

a cura di Olga Izzo

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