“Giubileo Bancario”. Come salvare i debitori e le banche. Esistono soluzioni: accordi e remissione del debito bancario – (disegno di legge “Giubileo Bancario”) – 21 giugno 2017, ore 15:00-19 – ODCEC (Napoli)


In Parlamento, al momento, ci sono ben tre proposte di legge che potrebbero liberare, dall’incubo del debito e dell’espropriazione, circa 10 milioni di persone, salvando famiglie, imprenditori e liberi professionisti sovraindebitati. Ci sarebbe la possibilità di riscattare, il proprio credito, ridimensionato, al prezzo al quale la banca lo sta svendendo ai fondi “avvoltoio”.

Il tema è quello dei crediti “deteriorati” delle banche e del pericolo che l’Italia possa essere svenduta ai fondi speculativi esteri, che hanno fiutato l’appetibilità del mercato della cessione delle sofferenze bancarie. Le preoccupazioni derivanti dalla perdurante crisi economica, emergono anche dalle parole dello stesso Visco, Governatore della Banca d’Italia, che ha ammesso, come il problema dei crediti “non performanti”, sta affossando, l’economia italiana.

Anche Banca d’Italia, sembra sconsigliare, opportunamente, la svendita dei crediti cosiddetti “cattivi”, ai fondi di professionisti di investimento internazionali, per la opacità e l’inefficienza di un mercato caratterizzato dall’oligopolio sul lato della domanda.

Tuttavia il sistema bancario italiano, si trova in una situazione di stallo e appare incapace di gestire, i circa 333 miliardi di euro di crediti deteriorati. E’ necessario un “giubileo bancario”, vale a dire una cancellazione del debito, attraverso la normalizzazione dello stesso e mediante la remissione del debito. Questo, in sintesi, l’oggetto dei disegni di legge al vaglio del Parlamento.

Nel 2016 sono andati in asta 270.000 immobili di famiglie indebitate, l’1,53% delle case di proprietà, in pochissimi anni si arriverà a 450.000 immobili in asta, il 2,65% delle case di proprietà. Gli speculatori, che si sono organizzati in associazioni di filiera, – potremmo definirle delle Confindustrie dei pignoratori, – asseriscono che si tratta di abitazioni di lusso e seconde case. Mentono per giustificare la loro vergognosa corsa all’arricchimento sulle spalle degli impoveriti: il 78% degli immobili in asta ha un valore inferiore a 125.000,00 euro il 91% degli immobili in asta ha un valore inferiore a 250.000,00 euro, oggi la media italiana di immobili all’asta / tutte le abitazioni è del 8,5 per 1000, in Valle d’Aosta e Liguria (i regni delle seconde case) la media immobili all’asta/tutte le abitazioni è del 4 per 1000”.

Così dichiarano gli avvocati napoletani, Biagio Riccio e Monica Mandico, dell’associazione “Favor Debioris”, per la tutela del contraente debole, che stanno, attraverso il loro attivismo, sostenendo la tesi della normalizzazione del debito.

Se dunque, per molti, l’unica soluzione, per “alleggerire” il sistema bancario dell’enorme mole di crediti in sofferenza o deteriorati, è quello di svendere questi ultimi sul mercato finanziario e alimentare quello delle aste giudiziarie, sapendo però di riuscire a recuperarne non più della metà del loro valore iscritto a bilancio, che, è già ampiamente svalutato, c’è chi vede, nella risoluzione del problema bancario e finanziario, un’occasione per ribaltare l’economia italiana. La persistente crisi economica, sta spingendo il mercato bancario ad eliminare o ridurre le cosiddette sofferenze bancarie, vale a dire quei crediti “cattivi” che, a causa della grave difficoltà o impossibilità di restituzione in capo al debitore, alterano i bilanci delle banche che subiscono gli attacchi e le pressioni della BCE, che vorrebbe la loro immediata rimozione dai medesimi bilanci. Le associazioni e gli attivisti a favore dei debitori, sostengono che la svendita del credito sul mercato dei crediti deteriorati, stuzzicante per gli investitori esteri (i cosiddetti Fondi avvoltoio), non è l’unica e/o una valida soluzione al problema dei crediti deteriorati e alla pulizia dei bilanci delle banche italiane. Invero, l’alternativa, per far si che il sistema bancario, ritorni ad avere la capacità di fungere da propulsore dell’economia, potrebbe essere la gestione da parte degli stessi istituti creditori, al recupero, consentendo una riduzione a saldo e stralcio del credito da recuperare, il tutto con benefici, non solo fiscali e di calo dei costi, tra cui quelli di giustizia per il contenzioso, che si andrà a proliferare, ma anche a favore del debitore, attraverso il mezzo della remissione del debito.

La proposta funzionerebbe? Comfimprese Italia e l’associazione Favor Debitoris dimostrano che è possibile salvare le banche e i debitori, per ritornare alla produzione e ai consumi, senza penalizzare nessuno. Del tema, se ne discuterà al convegno “Sul Giubileo Bancario e la remissione dei debiti”, che si terrà a Napoli il 21.16.17 alle ore 15:00, presso la sede dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli, in P.zza dei Martiri, organizzato dall’avv. Monica Mandico, – esperta in diritto bancario e contenzioso bancario – e dalla dott.ssa Maria Caputo Presidente UGDCEC.

Secondo l’avv. Mandico “la soluzione, meno gravosa per tutti e la più efficace per riequilibrare il sistema bancario in sofferenza, potrebbe essere proprio quella, che le banche, anziché ricorrere al mercato degli NPL e subire una perdita così importante, con un livello massimo di recupero pari alla metà del valore iscritto a bilancio, potrebbero, attivare una sorta di “reset bancario”, proponendo ai singoli debitori di far fronte al loro debito in misura ridotta, pagando ciascuno la propria quota di debito di quegli 80 miliardi di euro. Una remissione del debito, con cui il debitore potrebbe estinguere, a saldo e stralcio, il debito con il proprio istituto e magari salvare la propria abitazione o l’impresa, pagando il circa 10% o 20% della sua esposizione debitoria. Dall’altra parte, le banche subirebbero la stessa perdita che deriverebbe dalla cessione dello stesso credito, ma senza aver trasferito all’estero un guadagno speculativo (spesso sottratto anche all’Erario italiano) realizzato dai fondi acquirenti. Quali sarebbero i benefici?: Gli istituti di credito, subirebbero perdite economiche inferiori a quelle conseguenti alle vendite agli investitori esteri; le banche libererebbero, cosi le sofferenze dai bilanci, senza aumenti di capitale; si ridurrebbero i contenziosi legali che intasano i tribunali; il sistema bancario ritornerebbe a fare credito; l’economia ripartirebbe e si riconquisterebbe la fiducia nelle banche da parte dei risparmiatori.”

All’evento, del 21.6.17 ove parteciperanno, esperti del mondo accademico, professionisti specializzati, economisti ed avvocati, nonché politici, si discuterà delle tre proposte di legge, sul “Giubileo Bancario” a firma dei parlamentari Paglia, Marotta e de Pretis che, tratteggiano le soluzioni alternative, per far ripartire il sistema dei consumi e dell’economia.

Lo scopo principale delle proposte di legge, implicito, ma evidente, è favorire, con adeguate facilitazioni fiscali, gli accordi tra banca e cliente in una logica privatistica e sfavorire invece, la cessione ai fondi quando questa comporti un onere maggiore per la banca. Al di là della logica politica che tende a rimettere in bonis imprese e famiglie, lo scopo è anche quello di limitare le pesanti conseguenze di minor gettito fiscale dovuto alla registrazione di ulteriori ingenti perdite su crediti, da parte delle banche in caso di svendita di NPL (Non Performing Loans).

LOCANDINA evento

 a cura di Redazione 

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