Legittimo impedimento – avvocato febbricitante e debilitato


1In tema di legittimo impedimento del difensore per precarie condizioni di salute, il Giudice a fronte della presentazione dell’accertamento medico esibito, è libero di valutare la serietà e fondatezza dell’impedimento prospettato tenendo necessariamente conto sia della gravità della debilitazione che degli esiti in cui incorra la discussione sostenuta da un avvocato debilitato. Così ribadito dalla Corte di Cassazione, sez. II Penale, con la sentenza n. 52086/18, depositata il 19 novembre 2018.

Un difensore debilitato. A seguito del giudizio di primo grado due imputati venivano riconosciuti responsabili per il reato di tentata truffa continuata in corso. Decisione non condivisa dalla difesa degli imputati che pertanto richiede la pronuncia della Corte d’Appello, ma, il giorno prima dell’udienza del riesame, il difensore trasmetteva un certificato medico attestante il proprio assoluto impedimento a comparire in udienza per motivi di salute. Tuttavia, tale circostanza non portava la Corte d’Appello a predisporre in rinvio dell’udienza, poiché il certificato medico ometteva di indicare il grado febbrile sofferto dal difensore che, nonostante la debilitazione, era presente in udienza ma assisteva semplicemente alla discussione e i Giudici del riesame confermavano dunque la decisione emessa in primo grado. Gli imputati ricorrono in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza impugnata per non aver la Corte d’appello rinviato l’udienza a fronte del legittimo impedimento – certificato – del difensore, incorrendo così in una violazione del diritto di difesa.

La valutazione giudiziale circa il legittimo impedimento. La Suprema Corte ha più volte confermato che «è riservato al giudice di merito l’apprezzamento circa la serietà, l’imprevedibilità e l’attualità del dedotto impedimento, ma che per altro verso la relativa valutazione deve essere sorretta da una motivazione adeguata, logica e corretta» dovendo tale valutazione giudiziale considerare la moltitudine di aspetti coinvolti nella logica processuale che spaziano dalla condizione di salute del difensore ai diritti in capo agli imputati, valutazione che deve essere ancorata altresì a nozioni di comune esperienza. Orbene, al difensore è richiesta un’attività di partecipazione attiva in udienza, partecipazione che può essere compromessa dalle precarie condizioni di salute.
È necessario che il Giudice, nel valutare la serietà del legittimo impedimento, consideri che «una discussione svolta dal difensore febbricitante […] può avere un’incidenza sul compiuto esercizio del diritto di difesa dell’imputato assai diverso dal caso in cui il soggetto fisicamente debilitato fosse quest’ultimo, presente solo per assistere alla discussione». La Corte d’Appello nel caso di specie non si era attenuta al principio appena menzionato, pertanto la sentenza impugnata deve essere annullata predisponendo il rinvio per un nuovo giudizio.

a cura di Alessandro Gargiulo 

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