ESAME AVVOCATO: ulteriori sottocommissioni e criteri di valutazione


1595280_concorso_ripam.jpgIl Ministero della Giustizia ha reso noto che, con decreto ministeriale del 27 novembre 2018, in relazione al numero dei candidati che hanno presentato la domanda di ammissione, sono state approvate ulteriori sottocommissioni presso le Corti d’Appello per la sessione dell’esame avvocati 2018. È inoltre disponibile la scheda di sintesi del concorso.http://www.dirittoegiustizia.it/images/spacer.gif Con il Decreto 27.11.2018, il Ministero della Giustizia, in relazione al numero dei candidati che hanno presentato la domanda di ammissione all’esame avvocati, ha provveduto alla nomina di ulteriori sottocommissioni esaminatrici presso le Corti di appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo,  Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino e Venezia.

Sul sito istituzionale del Ministero è inoltre disponibile la scheda di sintesi del concorso, che offre un riepilogo degli avvisi emanati a partire dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale, 4° Serie Speciale n. 72 dell’11 settembre 2018.
Tra i contenuti richiamati, l’avviso del 5 dicembre scorso specifica i criteri di valutazione degli scritti a cui devono attenersi le sottocommissioni, dopo averne dato lettura ai candidati in sede di esame. In particolare i criteri definiti dalla Commissione Centrale per l’esame di Stato, nominata con d.m. 13 novembre 2018, riguardano:
– correttezza della forma grammaticale, sintattica ed ortografica e padronanza del lessico italiano e giuridico;
– chiarezza, logicità, completezza, sinteticità e non ridondanza, nonché rigore metodologico delle esposizioni e delle argomentazioni giuridiche;
– dimostrazione di concreta capacità di risolvere problemi giuridici anche attraverso riferimenti essenziali alla dottrina e agli orientamenti giurisprudenziali;
– dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati ;
– dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà;
– coerenza dell’elaborato con la traccia assegnata ed esauriente e pertinente indicazione dell’impianto normativo di riferimento;
– in ordine alle conclusioni raggiunte, capacità di argomentarle adeguatamente;
– dimostrazione della padronanza delle tecniche di persuasione per ciò che concerne, specificamente, l’atto giudiziario;
– per quanto attiene alla redazione di un atto giudiziario in materia civile, penale o amministrativa, sussistenza nell’elaborato di tutti gli elementi essenziali previsti dall’ordinamento per la redazione dell’atto oggetto specifico della prova scritta.
I criteri di valutazione sono stati comunicati a tutti i Consigli dell’Ordine in modo da garantirne la diffusione mediante pubblicazione online.

a cura di Alessandro Gargiulo

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