Il diritto al rimborso delle spese legali del dipendente pubblico scatta con la sentenza di proscioglimento


Sulla base della legge Regione Sicilia n. 145/1990, modificata dalla legge Regione Sicilia n. 30/2000, i dipendenti della Regione hanno diritto al rimborso delle spese legali sostenute per i giudizi (penali) per responsabilità per atti e comportamenti connessi all’espletamento del servizio, a condizione che detti giudizi si concludano con una pronuncia di esenzione da qualsiasi responsabilità e che l’attività di assistenza legale sia in diretta connessione con il fine pubblico (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 6349/2019, depositata il 5.3.2019).http://www.dirittoegiustizia.it/images/spacer.gif

Un dipendente della Regione Sicilia veniva imputato per concussione e istigazione alla corruzione, ma, alla fine del giudizio, veniva prosciolto e quindi dichiarato esente da qualsiasi responsabilità penale.
Il dipendente, sollevato dall’esito del giudizio a suo carico, chiedeva al tribunale competente di accertare il suo diritto al rimborso delle spese legali sostenute per la difesa in giudizio. La Corte d’Appello adita però rigettava la domanda di rimborso spese, atteso che il processo penale era stato originato non tanto da fatti compiuti in conseguenza diretta dell’espletamento del servizio ma piuttosto da comportamenti che esulavano l’incarico pubblico, essendo stati posti in essere abusando della posizione rivestita all’interno dell’ente.

Nella sua funzione nomofilattica, la Corte di Cassazione interpreta la normativa della Regione Sicilia che attribuisce ai dipendenti dell’ente il diritto al rimborso delle spese legali, delineandone l’ambito di applicazione ed i limiti oggettivi.
In tema di rimborso spese legali (per i dipendenti Regione Sicilia), è competente il giudice ordinario e non quello amministrativo.
Sull’attribuzione della giurisdizione, infatti, vi è sempre stata una certa confusione generata dall’ipertrofia della normativa. La Corte di Cassazione, in sintesi, precisa che dopo l’entrata in vigore della legge regionale n. 30/2000, la competenza a conoscere e decidere le controversie relative al rimborso spese legali spetta al giudice ordinario: il discrimen temporale è rappresentato dalla dichiarazione di esenzione dalla responsabilità penale. Nel caso di specie, il dipendente era stato prosciolto dalle imputazioni con sentenza del 2001 ossia pubblicata successivamente all’entrata in vigore della legge regionale n. 30/2000, con conseguente attribuzione della giurisdizione al giudice ordinario.
In secondo luogo, la Corte di Cassazione individua le condizioni oggettive e sostanziali per l’erogazione del rimborso spese e, rilevata la loro insussistenza nel caso di specie, dichiara infondati i motivi di ricorso relativi al rimborso delle spese legali.
Ai sensi dell’art. 39 l. reg. Sicilia n. 30/2000, affinché vi sia diritto al rimborso delle spese legali, il dipendente della regione deve essere stato implicato in un procedimento penale, avente ad oggetto un atto / fatto relativo al compimento di un atto d’ufficio. Nel caso di specie, invece, il dipendente era stato imputato per avere abusato della sua funzione di tecnico comunale. In altri termini, egli, approfittando della sua posizione, aveva posto in essere atti e/o fatti riconducibili ai reati di concussione e istigazione alla corruzione. Questo di per sé escluderebbe il diritto al rimborso spese, ma v’è di più. ll rimborso, infatti, può essere effettuato quando l’attività difensiva sia stata espletata non solo a tutela degli interessi dell’assistito, ma anche a tutela della posizione della pubblica amministrazione datrice di lavoro: l’attività difensiva deve quindi essere stata svolta in diretta connessione con il fine pubblico, il che non si traduce necessariamente nella difesa “diretta” della pubblica amministrazione. Poiché non è risultata alcuna attività difensiva volta alla tutela del fine pubblico, si esclude la sussistenza anche di questa seconda condizione.
Pertanto, la Corte di cassazione rigetta il motivo di ricorso specificando che non c’è un diritto assoluto al rimborso delle spese legali sostenute, ma la possibilità di ricevere una copertura al ricorrere di determinate condizioni
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a cura di Alessandro Gargiulo

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