PAGAMENTO DELL’AVVOCATO CON BITCOIN: antiriciclaggio e privacy


Prosegue l’attuazione delle norme antiriciclaggio. Ordini professionali ed autorità di vigilanza hanno approvato regole tecniche in materia di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio, aspetti peculiari di tale implementazione riguardano i pagamenti in bitcoin e la normativa privacy.http://www.dirittoegiustizia.it/images/spacer.gif Obblighi di verifica antiriciclaggio del CNF e privacy aggiornata al d.lgs. n. 101/2018.

Alcuni studi legali accettano i pagamenti in bitcoin. L’aspetto più delicato riguarda gli obblighi antiriciclaggio che il CNF a fine 2017 ha sottoposto alla categoria indicando delle norme di comportamento per la compliance con il d.lgs. n. 231/2007.

Com’è noto, la blockchain presenta una serie di criticità tra cui l’opacità del profilo soggettivo delle parti coinvolte con la conseguenza che esistono alcuni rischi penali, posto che il bitcoin può essere utilizzato per finalità elusive del fisco e per il riciclaggio di denaro, considerato che sarebbe astrattamente possibile l’anonimato delle transazioni e lo svincolo da ogni riferimento territoriale e giurisdizionale.
Uno dei principali nodi da sciogliere rimane certamente la qualificazione giuridica dello strumento e di tutte le operatività innovative, da ciò derivano anche i temi di affidabilità, sicurezza e verificabilità dei pagamenti.
A ciò si aggiunga che il CNF alla fine del 2017, dopo la novella dell’estate precedente, in materia di antiriciclaggio ha fornito una serie di indicazioni «su misura» tuttora in fase di valutazione. Tali regole di comportamento, pur prevedendo un ampio ventaglio di operazioni esenti ed alcune, classificate a basso rischio, per cui sono richieste verifiche semplificate, riconosce il dovere del legale di identificazione del cliente e di gestione del suo denaro, anche ai sensi degli artt. 23, comma 2 e 30, del Codice Deontologico. A maggior ragione per quanto riguarda il pagamento delle parcelle.
Vi è di più. Dal punto di vista di applicazione della normativa privacy, vi sono due aspetti importanti. Il primo è quello della informativa da fornire al cliente poiché la transazione eseguita rimarrà per sempre sulla blockchain ed il titolare (avvocato) non potrà cancellarla, dunque questo aspetto dovrà essere chiarito specificamente nell’informativa per il cliente.
In ultimo rileva che il Titolare del Trattamento in generale, e gli avvocati nello specifico, hanno un obbligo di disclosure in caso di esercizio dei diritti degli interessati che ai sensi degli artt. 2-undecies e 2-duodecies d.lgs. n. 101/2018 può essere limitato in caso di pregiudizio per altri interessi normativamente tutelati, quali gli obblighi in materia di antiriclaggio, che nel caso di specie non sarebbe possibile applicare (sic!) trovandosi il professionista in un pericoloso groviglio di norme. L’unica vera costante sarà un’analisi molto specifica della richiesta del cliente che avrà una risposta a seconda delle circostanze del caso e del ricorrere di altre normative di pari rango o superiore.

 a cura di Alessandro Gargiulo

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