Bambini nel mirino della violenza. La relazione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. 


Esercitare il ruolo di grandi vuol dire tracciare le strade giuste e dare i punti di riferimento di cui i ragazzi hanno necessariamente bisogno. 

«Una parola d’ordine: responsabilità. E un invito alle istituzioni: non lasciamo i bambini da soli.» Lo afferma Filomena Albano, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, nella propria relazione presentata a Montecitorio mercoledì 19 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente della Camera Roberto Fico.

Il Garante, ponendo l’accento sulla violenza che fa da protagonista al pianeta dei minori e degli adolescenti, invita le Istituzioni a potenziare effettivamente il sistema di protezione dell’infanzia che, visti i dati allarmanti, ha dimostrato di non funzionare.

Tanti gli interventi che vanno messi in campo. Prima di tutto, occorre investire nel sostegno della genitorialità fragile per favorire un accudimento sano del bambino, favorendo l’home visiting e investendo in una banca dati che monitori i danni della violenza all’infanzia e all’adolescenza e che consenta di  conoscere le cause del fenomeno per contrastarlo con risultati soddisfacenti.

Un milione e duecentosessantamila minori vivono in condizioni di povertà, la povertà è maggiore nelle famiglie più numerose ed aumenta con l’aumentare del numero dei figli. Bisogna garantire standard di qualità uguali per tutti, attivare mense scolastiche di qualità e potenziare gli asili nido e gli spazi gioco pubblici per minori, dotarsi di una banca dati sulla disabilità e rafforzare l’informazione: «Occorre far emergere il sommerso attraverso interventi di sensibilizzazione» ribadisce l’Albano che, sottolineando l’importanza delle condizioni dei minori figli dei detenuti (55 bambini vivono in carcere con le proprie madri) ed in linea con la “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti”, richiama le Istituzioni ad assumersi la proprie responsabilità dei figli di persone in carcere. 

Dal 2018 l’Autrorità porta avanti un progetto di ascolto dei ragazzi in area penale esterna e a breve pubblicherà le sue raccomandazioni su questo argomento. 

a cura di Oscar

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