Il giudizio sulla tenuità del fatto richiede una valutazione complessa da parte del Giudice in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo e richiede una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità del caso concreto


Il giudizio sulla tenuità del fatto richiede una valutazione complessa in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo e richiede una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità del caso concreto (Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 42892/2019, depositata il 18.10.2019). 

Il Tribunale di Rovereto dichiarava di non doversi procedere verso un datore di lavoro imputato per il reato di lesioni personali colpose accorse ad un lavoratore, per particolare tenuità del fatto. Nel dettaglio, il dipendente era caduto da un passaggio sopraelevato e il Giudice di merito aveva ritenuto che ci fosse stato il concorso causale della vittima che aveva indietreggiato non accorgendosi che il cancello di protezione era aperto. Inoltre il Tribunale aveva rilevato che le conseguenze invalidanti erano limitate e che il datore aveva ottemperato all’adeguamento di sicurezza e risarcito il dipendente.
Avverso la decisione il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Trento ricorre in Cassazione lamentando che il Giudice non abbia esplicitato le ragioni per cui ha reputato particolarmente lieve la colpa, errando nel valutare la colpa dell’imputato in rapporto con la colpa della persona offesa.

La Cassazione, ritenendo fondato il motivo di ricorso, rileva che la sentenza impugnata è carente in ordine alla esplicazione dei criteri che hanno condotto a valutare di particolare tenuità il fatto. A tal proposito la Suprema Corte ricorda che «in tema di punibilità per la particolare tenuità del fatto, il giudice è tenuto a motivare sulle forme di estrinsecazione del comportamento incriminato, al fine di valutarne la gravità, l’entità del contrasto rispetto alla legge e, conseguentemente, il bisogno di pena, essendo insufficiente il richiamo a mere clausole di stile». Inoltre, proseguono i Giudici, «ai fini dell’apprezzamento circa l’applicabilità dell’art. 131-bis c.p., occorre accertare, tra l’altro, che il fatto illecito non abbia generato un contesto concretamente e significativamente dannoso con riguardo al bene tutelato dalla norma incriminatrice. Il giudizio sulla tenuità del fatto richiede, dunque, una valutazione complessa in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo e richiede una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità del caso concreto».
Nel caso di specie il Tribunale non ha adeguatamente valutato il concorso causale della vittima, la sopravvenuta ottemperanza all’adeguamento di sicurezza e l’intervenuto risarcimento del danno. Inoltre, non è stato adeguatamente spiegato da quali elementi concreti sono derivate le valutazioni in ordine all’esiguità dell’offesa arrecata alla vittima in conseguenza dell’infortunio sul lavoro.
Alla luce di ciò la Cassazione annulla la sentenza impugnata e rinvia al tribunale per un nuovo giudizio.

a cura di Alessandro Gargiulo

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