Via al Family Act


L’11 giugno 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, un disegno di legge che delega il Governo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, c.d. Family Act.
L’obiettivo dell’intervento normativo è quello di «sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile».

Come si legge nel comunicato diffuso dal governo, i principi direttivi che il Governo dovrà seguire sono:
– assicurare l’applicazione universale di benefici economici ai nuclei familiari, secondo criteri di progressività economica (ISEE), tenendo anche conto del numero delle figlie o dei figli a carico;
– promuovere la parità di genere, favorendo l’occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la predisposizione di modelli di lavoro volti ad armonizzare i tempi familiari di lavoro e incentivare il lavoro del secondo percettore di reddito;
– affermare il valore sociale di attività educative e di apprendimento, anche non formale, dei figli, attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali, esenzioni, deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta sul reddito o attraverso un credito o una somma di denaro vincolata allo scopo;
– prevedere l’introduzione di misure organizzative, di comunicazione e semplificazione che favoriscano l’accesso delle famiglie ai servizi offerti e la individuazione degli stessi.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge di delega, dovrà essere approvato un decreto legislativo istitutivo dell’assegno universale recante il riordino e la semplificazione delle misure di sostegno economico per le figlie e i figli a carico, nonché uno o più decreti legislativi per la istituzione e il riordino delle misure di sostegno all’educazione delle figlie e dei figli. Sono invece previsti 24 mesi di tempo per il potenziamento, il riordino, l’armonizzazione e il rafforzamento della disciplina sucongedi parentali, gli incentivi al lavoro femminile, le misure di sostegno alle famiglie per la formazione delle figlie e dei figli e per il conseguimento dell’autonomia finanziaria.

Alessandro Gargiulo

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