Avvocati contro Cassa Forense. Il 4 settembre in Piazza a Roma


«NOI NON CI FERMIAMO E ANDIAMO AVANTI. Scendiamo in piazza. E chiederemo al Giudice la sospensione del Presidente»

Roma. All’indomani dell’udienza del 21 agosto u.s. – a seguito della proposizione del ricorso ex art. 700 c.p.c. (proc. n.37721/2020 RG) a firma dei 22 avvocati che hanno chiesto al Giudice romano la sospensione cautelare dalla carica ricoperta dall’Avv. Nunzio Luciano, Presidente di Cassa Forense -, la protesta è ancor più accesa.
Il rigetto in prima istanza non ferma i ricorrenti e la contestazione prosegue il 4 settembre a Roma, in piazza Cavour, con una manifestazione nazionale (dalle h. 11,00 alle h. 13,30, all’aperto e con obbligo di mascherina e distanziamento fisico) organizzata dai 70 referenti del Comitato degli Iscritti a Cassa Forense (CDI) presenti nei vari Fori d’Italia, per chiedere l’approvazione della legge Colletti (che prevede l’abolizione dell’obbligo di iscrizione a Cassa Forense e il divieto di esigere contributi minimi o obbligatori non proporzionali al reddito) ed il Commissariamento dell’Ente.
Il CDI, inoltre, ha chiesto l’audizione in “Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale” nell’ambito della indagine conoscitiva in corso.


Abbiamo deciso di andare avanti in tutte le sedi giudiziarie” – affermano i ricorrenti – “perché siamo avvocati che credono nell’azione giudiziaria, proseguendo, in ogni caso, con l’istanza di Commissariamento: non vogliamo lasciare alcun fianco scoperto, al fine di assicurare la piena tutela dei diritti di tutti gli iscritti a Cassa Forense ed il corretto e legittimo funzionamento degli organi di rappresentanza e gestione.”

Come afferma l’Avv. Daniela Nazzaro, portavoce e leader del Comitato “da una accurata e attenta analisi della ordinanza cautelare, il Giudice, nonostante l’esito negativo (con cui ha ritenuto di dover rimediare ad un vuoto normativo, a garanzia del principio di continuità), ha accolto, sostanzialmente, tutte le nostre tesi ed ha rigettato tutte le loro eccezioni. In particolare, ha accertato la scadenza del mandato del Presidente a far data dal 29 aprile 2020 e l’esistenza di una prorogatio di fatto per un anno, non prevista dalla normativa. Ciò significa che a far data dal 29 aprile 2020, e fino alle elezioni di aprile 2021, i poteri del Presidente sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione, a quelli urgenti ed indifferibili, con tutto ciò che ne consegue sul piano della legittimità degli atti assunti e da assumersi, sia sotto il profilo assistenziale e previdenziale, che per quanto concerne gli investimenti e la promozione di azioni giudiziarie e disciplinari.”


Gli avvocati ricorrenti

Daniela Nazzaro,
Giuseppe Pilon,
Vincenzo Palumbo,
Francesca Ruggeri,
Patrizia Avolio,
Pierpaolo Saracino,
Milena Losacco,
Francesco Andriola,
Angela Passarello,
Luca La Cava,
Donatella Streppone,
Sandro Carcione,
Andrea Bottazzin,
Alfonso Emiliano Buonaiuto,
Argia Di Donato,
Luigi Massimiliano Aquaro

Firma la petizione online ed ex art. 50 della Costituzione, lanciata dal C.D.I. “COMITATO DEGLI ISCRITTI” A CASSA FORENSE

Redazione

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