Nel tempo diluito del Covid-19. La scopa di Don Abbondio. Corsi e ricorsi storici


di Giuseppe Storti

Don Abbondio, il curato di campagna diventato famoso grazie al Manzoni, nei Promessi Sposi, alla notizia della morte per peste di Don Rodrigo che tanta pena aveva portato nella sua tranquilla e metodica vita quotidiana, si lascia andare a manifestazioni di sollievo. Don Abbondio, in pratica, considera la peste come una sorta di scopa della storia, che porta via i malvagi ed i buoni. Ed in questo caso, pur non dimenticando di dire che in cuor suo ha perdonato Don Rodrigo, nondimeno, manifesta la sua contentezza per la funzione di “scopa della storia” espletata dalla peste che si è portato via con un sol colpo i prepotenti ed i malvagi.
Nel 2018, il Prof. Luciano Canfora scrisse un libro, vincitore del Premio Leonida Repaci per la Saggistica, intitolato La Scopa di Don Abbondio. Nel testo Canfora si occupa del moto violento della storia, che provoca, con il suo tumultuoso incedere, profondi cambiamenti che scuotono l’umanità, come in tutte le grandi crisi, proprio come quelle che Don Abbondio definiva “colpi di scopa”.

Il dubbio è sempre lo stesso. Se il moto violento della Storia con i suoi colpi di scopa, produca un miglioramento delle “sorti progressive” della umanità che per questo diventano “magnifiche” oppure le sue dinamiche portino ad un eterno ritorno del sempre uguale. Orbene l’ineluttabile pessimismo della ragione, ci induce a riflettere sugli esiti della pandemia e della post pandemia. Ovvero se aldilà dell’edulcorato periodo che abbiamo vissuto, chiusi in casa all’insegna di slogan ripetuti parossisticamente: “Andrà tutto bene”. “Io resto a casa”, etc etc. l’umanità abbia tratto o meno vantaggio dalla triste esperienza vissuta. Insomma la scopa della storia, quella che semplicisticamente Don Abbondio invoca come risolutrice del male, portato via in un sol colpo-ne siamo certi- ha(ahinoi), lasciato tutto plasticamente immutato ed immutabile come era prima. Insomma l’eterna lotta tra il bene ed il male, nel secondo tempo della pandemia, è ancora prepotentemente in “fieri”. E Noi tutti, siamo rimasti con la scopa di Don Abbondio tra le mani, sperando di poter assestare prima o poi quel colpo utile a spazzare via i malvagi ed i prepotenti!!

Giuseppe Storti

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