Continuano le proteste contro le limitazioni alle libertà individuali dei cittadini non vaccinati: Avvocati in sciopero della fame


Roma. Continuano le proteste contro le limitazioni alle libertà individuali dei cittadini non vaccinati. “Nella storia repubblicana del nostro Paese non sono mai state imposte restrizioni alle libertà fondamentali pari a quelle oggi in vigore” così esordisce l’ULF Unione per le libertà fondamentali, coordinamento di Cittadini ed Associazioni per le Libertà Fondamentali promosso da Avvocati e nato in risposta alle ultime di disposizioni governative che limitano di fatto le libertà individuali dei cittadini. L’ULF ritiene necessario e urgente lanciare un messaggio forte ed incisivo per “colmare l’assordante silenzio dei giuristi ed alimentare quel serio dibattito impedito da un’incessante censura discriminatoria”. A tutt’oggi, gli esposti, gli appelli e le richieste di diritto e di buon senso, non riuscendo a sortire alcun effetto, restano lettera morta di fronte ad un Governo sordo ed indifferente e ad un Parlamento che ha smesso di dibattere.

Per tali motivi, a partire da oggi l’ULF ricorrerà allo strumento estremo e non violento dello sciopero della fame ad oltranza per l’adozione di misure più efficaci e non in conflitto con i diritti oggi sospesi, invocando proporzionalità ed adeguatezza.
L’appello è rivolto ad Avvocati, Cittadini ed Associazioni, per il ripristino dello Stato di Diritto.


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I diritti traditi

Secondo l’Unione per le Libertà fondamentali, al cittadino non vaccinato è preclusa la partecipazione lavorativa, sociale, culturale, familiare, sportiva; è precluso anche l’accesso ad ogni servizio, per quanto di stretta necessità, salvo supermercati e farmacie. Analogo trattamento è riservato ai bambini di età superiore a 12 anni.
La sospensione dei diritti fondamentali in atto non risponde ai criteri di proporzionalità ed adeguatezza: non si fonda su dati sanitari e ospedalieri certi, ma approssimativi; non sono prevedibili i rischi futuri dei vaccini, in virtù della loro rapida autorizzazione condizionata, seppur legittima; i vaccinati contagiano più o meno quanto i non vaccinati, come conferma un recente studio pubblicato su Lancet; non v’è una situazione ospedaliera critica o a rischio; esistono soluzioni alternative“, dichiara l’Unione che intende richiamare l’attenzione delle Istituzioni, dei Media e dell’opinione pubblica, sull’illegittimità delle attuali restrizioni, sotto il profilo della proporzionalità ed adeguatezza, e dunque necessità, focalizzando anche l’attenzione sulla inaccettabile campagna discriminatoria in atto nei confronti dei non vaccinati.
L’iniziativa – si legge dal comunicato dell’Unione – non è una mera, seppur indignata, protesta, ma rappresenta una proposta di soluzioni alternative adeguate che non incidano sui diritti fondamentali oggi sospesi. Nonostante i goffi allarmismi propinati dai media, l’attuale situazione sanitaria dovuta al Covid-19 in Italia, ed in generale nel mondo, non è affatto allarmante e sicuramente non giustifica le incisive limitazioni alle libertà fondamentali attualmente imposte.Non esiste alcuna necessità, sotto il profilo sanitario ed epidemiologico, di ricorrere all’obbligo vaccinale generalizzato per gli over 50 né per le categorie di lavoratori, ove trattasi di soggetti al di sotto dei 65 anni e non affetti da patologie pregresse gravi.”

La proposta dell’ULF – Unione per le Libertà fondamentali

L’Unione chiede alle Autorità Garanti, di intervenire con urgenza ed efficacia in merito alle censure e discriminazioni perpetrate nei confronti dei non vaccinati, ed in relazione alle divulgazioni di falsi dati sanitari, accertando eventuali conflitti di interesse e pubblicità occulta dei media- virologi.
L’appello è rivolto principalmente ai Parlamentari: occorre non porre la fiducia sul disegno di legge di conversione del D.L. 1/2022, in ottemperanza alla Risoluzione del Consiglio d’Europa 2424 del 27.01.2022 che prevede che si ricorra ad un dibattito pubblico sull’eventualità di adottare disposizioni che introducano l’obbligo vaccinale per gruppi specifici o la popolazione generale.

Oscar

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