Morire di pena: per l’abolizione dell’ergastolo e 41bis



Parte da Napoli una piattaforma per la sensibilizzazione della società civile e per l’eliminazione dei due istituti più inumani dell’ordinamento penitenziario italiano.
Il documento vede la sottoscrizione come primi firmatari di oltre sessanta gruppi e associazioni, e centocinquanta tra artisti, intellettuali,
docenti universitari, ricercatori, avvocati, attivisti.

È nata a Napoli, frutto del lavoro di una vasta aggregazione di realtà sociali, la piattaforma MORIRE DI PENA. PER L’ABOLIZIONE DI ERGASTOLO E 41BIS. A promuoverla una rete di gruppi e movimenti della città, ma anche realtà impegnate nel mondo della cultura e nella tutela dei diritti (come la casa editrice NapoliMonitor e l’associazione Yairaiha Onlus ), sindacati di base, avvocati, attivisti e addetti ai lavori dell’universo penitenziario.
La piattaforma è stata costruita nel corso di queste ultime settimane e questo pomeriggio il comitato promotore ha diffuso pubblicamente un documento già sottoscritto da oltre sessanta gruppi e associazioni, e centocinquanta tra artisti, intellettuali, docenti universitari, ricercatori, avvocati e attivisti (in coda i nomi di alcuni tra i primi firmatari).

L’obiettivo è quello di una sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al necessario superamento degli istituti penitenziari dell’ergastolo e del 41bis, dopo che il caso dell’anarchico Alfredo Cospito – tuttora in sciopero della fame proprio in lotta contro questi regimi carcerari – ha sollevato indignazione e ha mobilitato personalità e realtà collettive in tutto il paese.
Fin dalla sua nascita – denuncia il documento – il 41bis si è mostrato come uno strumento di ricatto per spingere i detenuti alla collaborazione con la magistratura, fondato su pratiche di vera e propria tortura. Le condizioni inumane di detenzione previste da questo istituto si concretizzano in isolamento in celle di pochi metri quadri, limitazioni all’ora d’aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella persino come penne, quaderni e libri. Un progressivo annientamento che provoca danni incalcolabili nel corpo e nella psiche dei detenuti. […] L’ergastolo, assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte, è invece l’istituto con il quale lo Stato prende possesso del corpo di un individuo, arrogandosi la prerogativa di decidere discrezionalmente se, come e quando restituirgliela attraverso la ‘libertà condizionale’ per ‘buona condotta’, senza che questi possa mai venire a conoscenza dei tempi e dei modi del suo eventuale rientro nel consesso sociale. Al netto della inumanità di una punizione a vita, che cancella nell’individuo le idee stesse di ‘speranza’ e di possibile reinserimento nella comunità, l’ergastolo è incompatibile con la Costituzione e con l’idea di ‘rieducazione’ del condannato”.
«Nel corso delle prossime settimane – spiegano dal comitato promotore della piattaforma – organizzeremo iniziative di divulgazione, sensibilizzazione e dibattito nelle principali città d’Italia, perché (partendo dalla lotta di Alfredo Cospito, la cui vita è a rischio nell’indifferenza totale di governo e magistratura) il dibattito per l’abolizione degli
inumani istituti di ergastolo e 41bis apra delle possibilità concrete per una riforma necessaria
».


Alcuni tra i primi firmatari


Artisti, personalità del mondo del cinema e della cultura
, come Goffredo Fofi, Antonio Capuano, Ascanio Celestini, Pietro Marcello, Elio Germano, i 99 Posse, gli Assalti Frontali, ZeroCalcare, Jorit, Alberto Prunetti, Chef Rubio, Nicola Vicidomini.

Esponenti del mondo politico come i militanti del movimento No Tav Nicoletta Dosio, Luca Abbà e Dana Lauriola, l’ex europarlamentare Eleonora Forenza, l’ex senatrice Haidi Giuliani, l’ex consigliere regionale della Campania Francesco Maranta, l’ex consigliere comunale di Napoli Simona Molisso.

Attivisti e personalità impegnate nella tutela dei diritti dei detenuti come l’ex senatore della Repubblica Luigi Manconi, il docente delegato per il polo universitario di Catanzaro Charlie Barnao, il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, l’ex presidente del tribunale di sorveglianza di L’Aquila Laura Longo, la presidente di Yairaiha Onlus Sandra Berardi, il presidente di Antigone Campania Luigi Romano, padre Alessandro Santoro, della comunità delle Piagge (Firenze).

Avvocati e giuristi, Luigi Ferrajoli, Flavio Rossi Albertini, Caterina Calia, Domenico Ciruzzi, Alfonso Tatarano, Gaia Tessitore, Paolo Conte; docenti universitari e ricercatori:Enrica Rigo, Rossella Selmini, Enrico Gargiulo, Stefano Portelli; giornaliste: Maria Elena Scandaliato e Francesca De Carolis.

Sindacati di base come il SiCobas, l’USB e l’Unione Inquilini Napoli.

redazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.